Lanciata Skyuber: la sharing economy arriva al cielo con la app che offre voli privati
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Il principo è identico a quello di Uber per il servizio taxi – che proprio ieri, nella sua versione Pop, è stata dichiarata illegale dal tribunale di Milano per concorrenza sleale – ma in questo caso funziona per il servizio di “passaggio aereo”, e chissà cosa ne diranno le compagnie aeree.

Fondata dall’imprenditore e startupper portoghese Carlos Oliveira, Skyuber – che non è collegata alla più nota Uber – è una app che mette in contatto i piloti che volano con piccoli aerei privati che hanno posti liberi e alcune compagnie aeree minori con gli utenti che cercano un volo aereo a basso costo.

Funziona così: i piloti (membri di aeroclub o di associazioni oppure legati a scuole di volo) comunicano alla app il proprio itineraio di volo, la data e l’ora di partenza; l’utente consulta la app e, se trova un volo adatto alle sue esigenze, prenota il passaggio. Al momento della prenotazione, la app fornisce una stima del costo individuale per il volo, che l’utente pagherà attraverso la app con una logica di condivisione del costo fra tutti i passeggeri.

SkyUber, che sottolinea di essere molto attenta a tutti i requisiti di sicurezza, assicura vantaggi per tutti: per i piloti, che condividono la spesa di un hobby che può risultare molto costoso; per i passeggeri, perché possono viaggiare a poco prezzo e soprattutto fare un’esperienza di volo molto diversa dal solito; per gli aeroclub e le associazioni di volo, cui la logica di sharing permetterà di aumentare le proprie attività e i propri ricavi.

La app è stata lanciata poco più di un mese fa e afferma di avere già utenti registrati in più di 40 paesi del mondo, inclusa l'Italia. Se avrà la stessa fortuna della Uber di terra sarà solo il tempo a dirlo.

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