I 5 nuovi trend digitali che impattano sul marketing degli eventi
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Quello del marketing digitale è un mondo fluido, che si muove velocemente e che richiede a chi ne utilizza gli strumenti un aggiornamento costante non solo su ciò che è nuovo, ma anche su ciò che cambia. Anche gli organizzatori di eventi devono seguire gli sviluppi del digital se vogliono promuovere i propri eventi e comunicare con il proprio publico attraverso il web. Non basta avere fatto un sito internet, perché i criteri per cui si rende visibile sul web sono cambiati. Non basta avere aperto una pagina Facebook e postarvi informazioni sull’evento, perché nel frattempo Facebook ha modificato i fondamentali di come gli utenti visualizzano i post.

Ecco un aggiornamento, tratto da un post di Bel Booker sul blog di Eventbrite, su 5 recenti cambiamenti digitali che hanno un impatto sul marketing in generale e sull’event marketing in particolare.

1. Google privilegia i siti ottimizzati per mobile
In aprile Google ha cambiato il proprio algoritmo per favorire, nei risultati di ricerca, i siti responsive che ottimizzano la visualizzazione sugli schermi dei dispositivi mobili; un paio di settimane fa Bing, il motore di ricerca di Microsoft, ha annunciato che farà altrettanto, anche perché ormai il traffico web originato da smartphone ha superato quello da computer. Ciò significa che il sito dell’evento e le eventuali piattaforme esterne per la registrazione devono essere ottimizzate per dispositivi mobili: ne va non solo della visibilità sui motori di ricerca, ma anche della qualità del servizio offerto ai partecipanti o potenziali tali. Google considera non adatti a dispositivi mobili i siti con caratteri, bottoni o link piccoli, per esempio, oppure quelli che devono essere “scrollati” orizzontalmente per essere letti. Per verificare quanto il proprio sito è mobile friendly Google mette a disposizione il test di compatibilità con i dispositivi mobili.

2. Facebook ha ridotto la portata dei post delle pagine brand
Il recente aggiornamento dell’algoritmo di Facebook ha ridotto la portata dei post pubblicati dalle pagine brand a favore della visualizzazione dei post degli “amici”. Qualunque contenuto sull’evento postato sulla pagina aziendale dell’organizzatore o del promotore, o sulla pagina brand dell’evento stesso, è oggi visualizzato da meno dell’8% dei fan della pagina. Il crollo della visibilità “organica” rende necessario ripensare la strategia di marketing dell’evento su Facebook: o si punta su canali alternativi oppure, se Facebook è ritenuto strategico, occorre considerare l’idea di pagare per sponsorizzare i post e ampliarne la visibilità.

3. Twitter permette ora di ritwittare con un commento
Fino a qualche settimana fa non si poteva condividere integralmente un tweet di terzi aggiungendo un proprio commento. O meglio: si poteva, ma solo dalla app per mobile e sacrificando il testo del tweet originale, e magari anche il nome del brand-utente, per potervi aggiungere il proprio entro il limite dei 140 caratteri. In aprile Twitter si è finalmente adeguato alla modalità dei commenti di Facebook e ha reso possibile i retweet con commento, che può essere lungo fino a 116 caratteri in aggiunta a quelli del tweet che si condivide. Perché questa funzione impatta sul marketing dell’evento? Perché consente agli utenti di commentare i contenuti sull’evento quando li condividono e all’organizzatore di monitorare i commenti. Inoltre permette all’organizzatore e al suo staff di ritwittare a loro volta, sui propri account personali, informazioni sull’evento aggiungendovi la propria voce per potenziare l’interazione con gli utenti.

4. L’Apple Watch cambierà le comunicazioni e le app
Lanciato sul mercato a fine aprile, arriverà in Italia a giugno, ed è già un oggetto di culto: l’orologio di Cupertino si usa in abbinamento all’iPhone, ma per alcune funzioni può essere utilizzato anche indipendentemente. Secondo gli analisti, si venderanno nel mondo 19 milioni di Apple Watch quest’anno e altri 31 milioni l’anno prossimo. È quindi plausibile che fra non molto apparirà ai polsi dei partecipanti agli eventi e che gli organizzatori debbano porsi il problema di come integrarlo nel processo di organizzazione e marketing dell’evento. Per esempio, se l’evento ha una propria app, si dovrà pensare a come renderla fruibile anche sullo schermo dell’Apple Watch. Lo stesso per i messaggi e le email di invito all’evento, che saranno visualizzati sull’orologio e che dovranno quindi essere concepiti diversamente dagli attuali. Apple dice che il suo Watch è fatto per le interazioni veloci. Se diventerà uno standard, anche il web marketing dell’evento dovrà diventare veloce.

5. Il blog di LinkedIn è un trampolino di lancio per i contenuti
È un po’ blog e un po’ social network: lanciata nel 2012 per una cerchia ristretta di 500 esperti superselezionati, Pulse, la piattaforma di pubblicazione di LinkedIn, è ora aperta ai 230 milioni di utenti iscritti al social e consente di pubblicare post e articoli che un algoritmo categorizza per tema. Attualmente, gli utenti di LinkedIn postano su Pulse più di 50mila articoli la settimana. Perché è interessante? Perché pubblicare un contenuto su Pulse, invece che sul blog del proprio sito aziendale o sul sito dell'evento, consente di raggiungere un pubblico infinitamente più ampio. Conta, naturalmente, la qualità del contenuto: l’audience potenziale è quella degli utenti di LinkedIn, ma a determinare quella effettiva è la quantità di condivisioni.

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