Perché il capo deve essere social: 4 modi per portarlo sul web a vantaggio dell'azienda
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L'80% degli amministratori delegati delle 50 maggiori aziende del mondo sono social. I CEO più potenti hanno almeno un account su piattaforme social come Facebook, Twitter e LinkedIn, sono presenti sul sito aziendale con messaggi, immagini o video, hanno caricato propri video su YouTube e, in alcuni casi, sono anche autori di blog.

Rispetto a soli 5 anni fa i CEO social sono più che raddoppiati, ha rilevato la multinazionale delle relazioni pubbliche Weber Shandwick nel suo studio Socializing Your CEO III: From Marginal to Mainstream.

In un recente passato gli amministratori delegati temevano la dimensione social ritenendo rischioso esporsi in prima persona. Oggi, invece, i capi sono sempre più social per dimostrare a clienti, dipendenti e stakeholder di essere trasparenti e pronti al confronto, caratteristiche che, di riflesso, vengono attribuite anche all’impresa che dirigono. La leadership reputation è infatti una componente essenziale della reputazione aziendale, fattore che, da solo, contribuisce per il 60% al valore di mercato di un’azienda. Ecco i suggerimenti di Weber Shanwdick per rendere social il capo che ancora non lo è.

1. La sociability comincia dalla nomina
La fame di informazioni su un capo d'azienda raggiunge i picchi più alti quando è fresco di nomina. Questo è il momento giusto per "renderlo social": si comincia con il pubblicarne la biografia sul sito internet dell’azienda, rispondendo così al desiderio di stakeholder e clienti di essere aggiornati su chi ha assunto le redini dell’azienda. Successivamente, occorre creare una sezione del sito che raggruppi tutti i contenuti, come video e discorsi, che lo riguardano, a cui indirizzare anche i giornalisti che potranno così raccogliere informazioni sul CEO prima di intervistarlo.

2. Utilizzare i canali giusti
Creare engagement non significa utilizzare tutti i social disponibili. Il CEO deve individuare il social più efficace per coinvolgere il target che vuole raggiungere, il più indicato per supportare il contenuto che vuole trasmettere e quello più affine al proprio modo di comunicare. Come ha detto il giornalista del Wall Street Journal Jack Mashall, “Se il messaggio è composto da più di 10 tweet probabilmente Twitter non è lo strumento più efficace per veicolarlo”.

3. Applicare la regola del 5
L’amministratore delegato che non è ancora social non deve scoraggiarsi. La mossa migliore da suggerirgli è quella di guardare e ascoltare come si muovono sui social i colleghi e i collaboratori e cosa viene detto sulla sua azienda. Per non perdersi nel flusso infinito di informazioni è sufficiente seguire la regola del 5: tanti devono essere infatti i colleghi o gli omologhi di altre società da seguire e i siti da consultare (per esempio, quelli di aziende competitor e di testate di settore). In breve tempo anche il CEO meno portato per i social capirà come sfruttarli per comunicare ed essere sempre sul pezzo.

4. Facilitare la dimensione social interna
Non sottovalutare l'importanza dell’engagement del capo all’interno dell’azienda. I principali portavoce di un’azienda sono i suoi dipendenti, pronti a condividere le comunicazioni dell’amministratore delegato per costruire lo storytelling dell'azienda. Se l'azienda possiede una rete intranet conviene prendere in considerazione la possibilità che tutti i dipendenti possano accedere alle comunicazioni del CEO.

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