Anatomia di un incentive: come cambiano i programmi e le priorità di chi li organizza
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L’esperienza vale più della dimensione. È il nuovo paradigma dei viaggi di incentivazione, dove l’esperienza è quella offerta ai partecipanti attraverso elementi specifici del programma e la dimensione è la durata del viaggio e il numero di persone che vi sono coinvolte. A fronte di maggiori disponibilità di budget, le aziende preferiscono oggi investire nella qualità del programma e dell’esperienza di viaggio, aggiungendovi nuovi elementi, piuttosto che organizzare un evento più grande o di maggiore durata.

A raccontare come stanno cambiando i viaggi incentive e quali sono gli elementi più utilizzati dagli organizzatori per potenziarne la valenza esperienziale è un’indagine condotta congiuntamente dalla Incentive Research Foundation e da MeetingsNet attraverso interviste a incentive planner di azienda e di agenzia.

Fatturato aziendale e budget per l’incentive: la correlazione non è sempre diretta
Inevitabilmente, come quasi sempre accade, i dati sono riferiti al mercato americano, dove peraltro i budget stanno crescendo e la domanda su come vengono investiti è quindi rilevante. La ricerca specifica però che non sempre c’è una correlazione diretta fra la buona salute economica dell’azienda e l’incremento dei budget per l’incentivazione, anzi: a fronte di un 75% di planner aziendali che ha dichiarato incrementi di fatturato nel 2015, solo il 54% ha indicato aumenti di budget per i viaggi di incentivazione nel 2015. “I budget per l’incentive dipendono da molti fattori”, ha commentato infatti Melissa Van Dyke, presidente della Incentive Research Foundation. “L’aumento delle vendite è uno di questi, ma oggi le aziende devono avere anche altri motivi che ‘giustifichino’ l’investimento, come per esempio obiettivi di innovazione, promozione della cultura aziendale, coesione del gruppo”.

Il fattore “esperienza” è prioritario
Sia come sia, quando ci sono più soldi la maggioranza degli organizzatori – aziende e agenzie – li investe nel potenziamento del programma. Come? Più della metà vi aggiunge elementi emozionali o esperienziali: i più gettonati sono le attività “avventurose”, tipo sport (quasi) estremi o attività adrenaliniche, gli eventi tematici e l’intrattenimento, ma c’è anche chi inserisce nel programma, per costruire l’esperienza, momenti di incontro individuali con il top management, interventi di speaker di alto livello, concerti  o performance musicali.

Gli investimenti per elevare la qualità del programma
Altri elementi che potenziano la qualità del programma, e su cui si investono gli accresciuti budget, sono, in ordine dei preferenza, alberghi più lussuosi (44%), un maggior numero di attività, una migliore offerta di food & beverage. Il 29% degli intervistati investe per portare il viaggio in una destinazione a lungo raggio (e l’Europa, secondo l’indagine, quest’anno eguaglia il Messico per numero di incentive americani programmativi) e il 27% sceglie di aumentare il numero dei partecipanti. In percentuali decrescenti, altre opzioni di investimento sono lo sviluppo di una app dell’evento, l’acquisto di un regalo per ogni partecipante – negli Usa vanno molto occhiali da sole, orologi, prodotti enogastronomici e articoli di valigeria – e l’aumento della durata del viaggio.

Cosa si taglia se il budget si riduce
Le priorità degli organizzatori sono confermate quando viene loro chiesto quali sono invece i primi elementi che hanno tagliato quando i budget si erano ridotti: il primo taglio è stato proprio sulla durata del viaggio, che evidentemente non è considerata un fattore strategico, poi sui regali ai partecipanti e gli alberghi a 5 stelle.

Quanto le attività “di moda”: entrano effettivamente nei programmi degli incentive
Infine, è interessante il riscontro su quanto effettivamente siano utilizzati alcuni elementi di più recente adozione in relazione all’incentive: le attività legate al benessere, le attività di responsabilità sociale, la gamification per coinvolgere i partecipanti, la app del viaggio e le attività social per promuoverlo e generare interesse. Il benessere, risulta dal report, entra nei programmi dei viaggi incentive solo nel 40% dei casi, le attività di responsabilità sociale nel 33% e la gamification nel 17%. Per quanto riguarda le app, 49% degli organizzatori dichiara di averne una, mentre il 55% afferma di utilizzare i social media per emplificare la risonanza del viaggio.

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