Italiani più fiduciosi sulle prospettive di occupazione, ma un quarto rinuncia alle proprie aspirazioni professionali
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I segnali di ottimismo ci sono: in questo primo scorcio di 2015, il 51% degli italiani ritiene di poter trovare un lavoro simile a quello che fa attualmente, e il 48% pensa che potrebbe trovarne anche uno completamente diverso. Le percentuali, riferite al primo trimestre dell’anno e in aumento rispetto al trimestre precedente, testimoniano un ritorno di fiducia sulle possiilità offerte da un mercato del lavoro che si spera abbia ricominciato a muoversi.

Gli indici trimestrali del Randstad Workmonitor, l'indagine sul mondo del lavoro che la società di selezione del personale conduce in 34 paesi del mondo, indicano che, in controtendenza, sono in particolare le donne e i giovani a essere ottimisti, con percentuali di incremento della fiducia del 10% per le donne e del 12% per i giovani.

Randstad ha però rilevato che il timore di perdere il lavoro è rimasto stabile al 10%, particolarmente sentito da donne e giovani, e che si registra oggi in Italia un arretramento nelle aspirazioni di sviluppo professionale: il 27% dei lavoratori italiani intervistati, la percentuale più alta registrata dal 2010 a oggi, afferma di non considerare lo sviluppo professionale come proprio obiettivo.

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