Turismo, servono nuovi modelli di business e nuove competenze manageriali: il futuro è l'ibridazione
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Il turismo in Italia vale il 10% del Pil e occupa circa 2,6 milioni di lavoratori. Ma si può fare di più e, per farlo, bisogna muoversi principalmente lungo due direzioni: creare prodotti sempre più ibridi e coinvolgere il cliente, obiettivi da perseguire con nuovi modelli di business e nuove competenze manageriali.

Le leve per rilanciare il settore partono dall’analisi emersa da Nuovi modelli di business nelle imprese del turismo e nuove competenze manageriali, ricerca presentata durante l’omonimo convegno svoltosi a Roma il 16 aprile e organizzato da Manageritalia, Confturismo e Confcommercio Veneto ed Emilia Romagna e CISET, Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell'Università Ca’ Foscari di Venezia.

Ibridazione sembra essere la parola chiave della svolta. Per prima cosa dovrà essere ibrido il prodotto, frutto del concept blending, dell’accostamento cioè di valori e concetti che appartengono a contesti differenti. Il turismo si sposerà con altri settori (come la regalistica, l’agricoltura e lo sport) per trovare il consenso di consumatori a loro volta sempre più ibridi, come chi fa turismo con l’obiettivo di scoprire i prodotti gastronomici tipici di un territorio. Un esempio di prodotto ibrido è quello dei cofanetti regalo come Smartbox, veri e propri mix tra il viaggio e il classico regalo (libro, scatola di cioccolatini, compact disc, profumo).

L’ibidrazione non si limiterà solo al prodotto ma si estenderà anche alle competenze degli operatori. La tendenza sarà legata alla crescente mobilità delle carriere nel turismo in senso orizzontale e alla sempre maggior possibilità di accesso ad altri settori: figure professionali con competenze ibride si adattano facilmente a differenti contesti.

Il rilancio del turismo passerà anche attraverso la consumer co-creation. Il consumatore cambia di ruolo, da passivo ad attivo, e diventa così l’artefice della creazione di nuovi prodotti e di innovazioni. Esempio in tal senso sono i motori di prenotazione alberghiere online dove il cliente, oltre a essere organizzatore del proprio viaggio, è anche certificatore e comunicatore grazie alle recensioni effettuate e consultate dagli utenti per compiere la scelta.

La ricerca ha anche analizzato come imprese e manager devono attrezzarsi per affrontare il cambio di rotta che, oltre alla creazione di prodotti ibridi e azioni per il coinvolgimento del cliente, richiede prodotti e servizi per i mercati emergenti e attività di marketing mirate a target di nicchia per la destagionalizzzione.

La sfida più importante da vincere per le imprese del turismo è quella della gestione del rapporto con un cliente sempre più tecnologicamente evoluto e, quindi, sempre più “interattivo” (63%). Seguono la ridefinizione dell’assetto organizzativo per una maggiore efficacia ed efficienza (40%), la diversificazione delle linee di prodotto (37%) e la creazione di partnership strategiche (35%).

Il cambiamento richiede manager con ferrate competenze in revenue management, controllo e gestione qualità, definizione delle strategie, utilizzo strategico e analisi della concorrenza. Parallelamente, dirigenti e imprenditori del turismo devono sviluppare il know how in ambiti come la capacità di innovare organizzazione e prodotti, la definizione di visione e obiettivi a lungo termine per l’organizzazione e l’aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie.

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