I passaporti più "forti" del mondo: quello italiano terzo per numero di paesi che permette di visitare liberamente
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L’imposizione del visto di ingresso è ancora oggi il principale strumento attraverso cui uno Stato sovrano controlla chi e come entra nel proprio territorio nazionale, e il numero di Stati che i cittadini di un determinato paese possono visitare liberamente, senza cioè dovere richiedere il visto, è generalmente l’espressione dello status di quel paese all’interno della comunità internazionale.

La società di consulenza Henley & Partners, in collaborazione con la IATA, ha classificato 199 Stati e territori (193 dei quali sono membri dell’Onu) in base al numero di paesi cui i loro cittadini hanno libero accesso, misurando quella che può essere definita la “forza” dei passaporti nazionali. Prevedibilmente, la classifica indica che sono i cittadini dei paesi cosiddetti sviluppati quelli più liberi di viaggiare nel mondo senza restrizioni, mentre i detentori di passaporti di paesi emergenti, politicamente controversi o a forte instabilità politica risultano molto più vincolati a visti e permessi.

I passaporti più forti, i cui titolari hanno libero accesso a 174 paesi del mondo e che guadagnano quindi il primo posto del ranking, sono quelli di Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia e Finlandia. Da notare che gli Stati Uniti solo 5 anni fa erano al 7° posto: dal 2010 hanno evidentemente aumentato il proprio consenso internazionale e cominciato a risalire la classifica fino a guadagnarne il vertice. Al secondo posto, con 173 paesi liberamente accessibili, ci sono i passaporti di Danimarca e Canada, quest’ultimo salito di due posizioni rispetto all’anno precedente. Questi primi 7, dicono a Henley & Partners, sono i “migliori” passaporti nel mondo, se non altro dal punto di vista della libertà di movimento.

In terza posizione ci sono Italia, Francia, Belgio, Portogallo, Spagna, Olanda, Lussemburgo, Giappone e Corea del Sud, i cui passaporti hanno accesso a 172 paesi, mentre al quarto posto, con 171 paesi accessibili, figurano Austria, Irlanda e Norvegia. Inaspettatamente, la Svizzera si posizione al quinto posto – insieme a Singapore e Nuova Zelanda – con 170 “ingressi liberi”.

Spigolando il resto della classifica si rilevano alcuni fatti interessanti: per esempio, che i cittadini di Hong Kong (al 15° posto) hanno molta più libertà di movimento di quelli con passaporto cinese (all’83° posto). Oppure che la Moldavia è il paese che in un anno ha fatto il maggiore balzo in avanti, passando dalla 68° alla 46° posizione, che le porta il libero accesso a 89 paesi.

Nelle ultime 5 posizioni figurano i passaporti di Nepal (37 paesi visitabili liberamente), Palestina (35), Pakistan e Somalia (32), Iraq (31) e Afghanistan (28), i cui cittadini sono quelli più vincolati dall’autorizzazione esplicita delle autorità dei paesi in cui vogliono fare ingresso.

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