Congressi associativi americani: cambiano i decision maker, il primato della destinazione Europa comincia a essere insidiato
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Negli Stati Uniti il mercato dei congressi associativi sta avendo un momento positivo: l’economia in crescita e alcuni anni di incremento nel numero dei delegati e dei budget fanno prevedere che il trend continuerà anche nell’anno in corso e oltre. In particolare si confermano le potenzialità dei congressi internazionali promossi dalle associazioni americane, che si tengono prevalentemente fuori dal Nord America.

Un’indagine di Marketing Challenges International, agenzia newyorkese di destination marketing, ha rilevato i principali trend che caratterizzeranno l’attività congressuale internazionale di queste associazioni nel prossimo futuro.

La sensazione generale è che il mercato specifico non solo stia crescendo, ma anche cambiando: il primo dato rilevante è infatti quello relativo alle figure che, all’interno dell’associazione, hanno potere decisionale sulla scelta della destinazione dove tenere un congresso internazionale. Fra gli intervistati (planner e dirigenti di associazione, PCO e association management company), metà afferma che la decisione è in capo al comitato direttivo, ma scende di 11 punti percentuali chi indica che la scelta finale viene effettuata da un comitato apposito. Per contro, sale del 9% chi indica che la decisione finale è prerogativa di un unico dirigente, a conferma che la decisione individuale sta prendendo il posto di quella più tradizionalmente collegiale.

Nella fase di ricerca della destinazione e della location, l’88% dei planner lavora con un convention bureau o con un ufficio del turismo, di cui reputano particolarmente utili i servizi di site inspection, la consulenza imparziale e il supporto nell’identificare sede e alberghi per l’evento. I planner si documentano molto anche online: la prima fonte di informazioni sono i siti di destinazioni e alberghi, poi le guide loro dedicate, i siti di meeting management e i blog di viaggio e, per il 13% degli intervistati, i social media.

I congressi internazionali promossi dalle associazioni americane diventano sempre più grandi: il 46% degli intervistati ha indicato che negli ultimi due anni il numero di delegati è aumentato e solo il 14% ha invece registrato una flessione. Del resto, specifica Marketing Challenges International, i congressi con più di 1.000 partecipanti sono sempre più comuni: a oggi è il 37% dei planner che indica il proprio congresso più grande come superiore ai 1.000 delegati.

Anche in tema di budget i numeri sono in crescita: se la metà degli intervistati ha dichiarato sostanziale stabilità negli ultimi 2 anni, il 43% ha segnalato un incremento medio del 15%. Per i pochi (6%) che hanno indicato budget in flessione la riduzione è stata mediamente del 19%.

L’ultimo capitolo è relativo alle macro destinazioni che le associazioni americane scelgono per gli eventi internazionali: il primato assoluto è ancora quello dell’Europa, indicata dal 43% dei planner. Pochi quelli che decidono di rimanere in Nord America (13%), mentre sale il consenso per l’Asia (20%). Nel contempo si registra un nuovo interesse per regioni finora poco esplorate dal congressuale americano, in particolare Sud America e Medio Oriente. Rispetto alla medesima indagine condotta lo scorso anno, Marketing Challenges International rileva un cambiamento di approccio riguardo alle destinazioni emergenti, che suscitano più curiosità di un tempo. Il primato dell’Europa forse comincia davvero a essere insidiato.

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