Recupero del cibo negli eventi: i risultati dei progetti pilota di Federcongressi a Genova, Rimini e Milano
A
Quanto cibo si spreca durante gli eventi? Tanto. L’eccedenza, viene da dire, è parte dell’offerta all’ospite, e chi promuove l’evento non vuole certo lesinare sulla quantità e dimensione delle porzioni per i partecipanti. Una stima di quanto cibo non consumato viene gettato via dopo gli eventi non è mai stata fatta, però si sa che in Italia l’eccedenza di cibo raggiunge i 6 milioni di tonnellate l’anno, cioè il 17% del consumo complessivo.

Chi raccoglie il cibo in eccedenza
Il tema è importante, e al recupero del cibo come impegno sociale per chi organizza eventi Federcongressi ha dedicato una sessione molto partecipata durante la convention annuale che si è svolta la scorsa settimana a Roma. Vi hanno partecipato Giuliana Malaguti, responsabile approvvigionamento di quel Banco Alimentare che da 25 anni raccoglie da ristoranti, mense aziendali, grande distribuzione e aziende agroalimentari il cibo – ancora ottimo – ormai privo di valore commerciale e destinato alla distruzione, distribuendolo a 9mila strutture che in Italia assistono 1,9 milioni di persone bisognose di aiuti alimentari, e Francesco Colicci, co-fondatore della onlus Equevento, nata un anno fa a Roma (ora operativa anche su Milano) con la specifica mission di recuperare e ridistribuire il cibo non consumato durante gli eventi.

Il bisogno alimentare in Italia
“In Italia i ‘nuovi poveri’ sono gli anziani soli, le famiglie numerose monoreddito, le persone che perdono il lavoro, padri e madri separati, gli extracomunitari” ha detto Giuliana Malaguti. “Il 5% delle famiglie italiane, cioè 4 milioni di persone, di cui 400mila bambini sotto i 5 anni, non è in grado di assicurarsi un’alimentazione adeguata. Attualmente, 6,5 milioni di italiani ricevono una qualche forma di aiuti alimentari”.

Cosa dice la normativa
Questi stessi numeri avevano fatto molta impressione alla platea che lo scorso dicembre aveva partecipato a Milano al primo incontro organizzato da Federcongressi sul tema del recupero del cibo (vedi qui l’articolo di resoconto). Tanto che, in quella sede, verificato che la legge non vieta la raccolta e la ridistribuzione del cibo, ma anzi le ha normate con la legge 155 del 2003, conosciuta come “legge del buon samaritano”, sono stati avviati alcuni progetti pilota da parte di soci Federcongressi che ne hanno presentato i risultati nel corso della sessione romana.

L'avvio dei progetti pilota
A condurre l’”esperimento”, nei mesi di febbraio e marzo, sono stati il centro congressi Magazzini del Cotone di Genova per la convention di Alleanza Assicurazioni, il Palacongressi di Rimini per le convention di Coca-Cola, Tupperware e Gabetti, e il PCO Emmezeta Congressi per una Masterclass di 200 chirurghi che si è svolta a Milano presso il centro congressi del Sole 24Ore.

Come si prepara il cibo per il ritiro
La procedura per la raccolta del cibo in eccesso è semplice: chi lo dona deve dotarsi di vaschette di alluminio dove raccogliere le pietanze non consumate e di un abbattitore di temperatura, cioè un frigorifero molto potente che porta in breve tempo la temperatura del cibo fra gli 0 e i 4°C. Le vasche di alluminio vanno etichettate e conservate al freddo fino al momento del ritiro, concordato in precedenza con Equoevento a Milano e Roma oppure con il Banco Alimentare nelle altre destinazioni. Se la struttura che dona l’eccedenza non ha l’abbattitore di temperatura, il cibo può comunque essere raccolto e consegnato a un ente che ne garantisce la consumazione entro un’ora. L’impegno è minimo e il servizio di ritiro è gratuito. Non ci sono svantaggi, ma molti benefici: sociale (sostegno ai bisognosi), economico (riutilizzo e ottimizzazione della disponibilità di risorse), ambientale (meno inquinamento perché meno alimenti finiscono nelle discariche) ed educativo (si educa al rispetto per il valore del cibo e per la fatica umana nel prepararlo).

Il ruolo del catering
“È il catering il vero artefice della raccolta” ha detto Adolfo Parodi, direttore del centro congressi Magazzini del Cotone. “Per questo le agenzie e i PCO devono coinvolgere il catering già in fase di gara, allertandolo sulle procedure di raccolta e cercando di non appesantirne il lavoro richiedendo persone aggiuntive che si occupino della raccolta delle pietanze non consumate. Nel nostro caso il catering, Capurro Ricevimenti, è stato disponibile a gestire tutte le procedure fino all’arrivo del furgone del Banco Alimentare”.

L'eccedenza media
Anche il Palacongressi di Rimini si è rivolto al Banco Alimentare: “Le 3 convention su cui abbiamo testato la procedura avevano un totale di 3.300 partecipanti, e i pasti recuperati sono stati 500” ha raccontato Federica Lucini, marketing manager del Palacongressi. “Abbiamo calcolato una media di eccedenza del 10% che Summertrade, il catering operativo sulla struttura, ha raccolto affinché fosse donato alla vicina Opera di Sant’Antonio”.

Il coinvolgimento dello staff
L’idea di recuperare il cibo per donarlo a chi ne ha bisogno mette in moto le migliori energie di tutti, e a confermarlo è stato Mauro Zaniboni, presidente di Emmezeta Congressi: “Il coinvolgimento del nostro staff è stato immediato e totale, anche se in realtà il PCO, benché debba prendere i necessari accordi e verificare che tutto funzioni, è solo un intermediario fra il catering e chi ritira. Nel caso della Masterclass dei chirurghi abbiamo servito 800 pasti e ne abbiamo recuperati circa 170: sarebbero stati molti di più se avessimo potuto consegnare al Banco Alimentare anche le eccedenze della cena di gala, che si è però conclusa a mezzanotte, troppo tardi per consegnare se non si ha un abbattitore di temperatura. Il catering, La Casona di Bologna, è stato però entusiasta dell'operazione e si è ripromesso di contattare direttamente il Banco Alimentare per i prossimi eventi cui lavorerà”.

I risultati complessivi
Complessivamente, ha riepilogato Gabriella Ghigi che ha moderato la sessione, nei 5 eventi pilota sono stati raccolte e ridistribuite 700 porzioni di primi piatti, 400 di secondi, 10 di contorni, 126 dessert, 150 sandwich, 16 chili di pane e prodotti da forno e 2,5 chili di frutta.

L'accordo con il Banco Alimentare
Ora Federcongressi passa alla fase successiva, quella dell’implementazione della raccolta su più ampia scala. Il primo atto di Mario Buscema nel nuovo mandato come presidente dell’associazione è stato, durante la convention, la firma di un accordo di collaborazione con il Banco Alimentare, in forza del quale sarà creato un gruppo di lavoro misto tra Federcongressi, Banco Alimentare, Equoevento e un caterer per sviluppare il progetto, esaminare le best practice e divulgare le linee guida per coinvolgere il maggior numero di soggetti nella pratica virtuosa.

Margherita Franchetti

Commenta su Facebook