La gestione del rischio nei grandi eventi: da Expo in poi, 5 azioni per un piano di sicurezza efficace
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I grandi eventi sono per definizione anche grandi contenitori di rischi: quante più sono le persone coinvolte nell’evento, e quanto maggiore ne è la durata, tanto più la gestione della sicurezza, in tutte le sue accezioni, assume un ruolo centrale nell’organizzazione. A meno di un mese e mezzo dall’inaugurazione di Expo l’ANRA, l'associazione che riunisce i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali, indica quali sono le principali aree di rischio che gli organizzatori dell’Esposizione Universale, o di qualunque altro grande evento, devono considerare e gestire per garantire la sicurezza di persone e cose.

Nel caso di Expo, spiega il presidente di ANRA Paolo Rubini, “I piani di sicurezza vanno elaborati con una certa flessibilità per renderli adattabili agli inevitabili cambiamenti che nascono sempre durante manifestazioni di tale complessità. L’alta concentrazione di persone richiede, per esempio, precise procedure di gestione delle emergenze. I momenti di crisi possono essere molteplici, a partire da improvvisi sommovimenti di folla per via di un improvviso evento atmosferico, di un blackout elettrico, un incendio, per non dire delle minacce di attacchi terroristici. Ogni area di criticità richiede personale di sicurezza in grado di agire a seconda dei diversi scenari”. Le procedure di gestione del rischio sono quelle tipiche dell’organizzazione di un grande evento, con la differenza che Expo si protrae per 6 mesi, aggiungendo ulteriore complessità.

Il Viminale, segnala AMRA, ha predisposto per la sicurezza dell’Esposizione Universale un piano apposito, stanziando 90 milioni di euro per sostenerlo: per vigilare sulla manifestazione saranno schierati 2.600 agenti della pubblica sicurezza, con compiti di presidio all’interno del sito espositivo e particolare attenzione alla sorveglianza notturna dei padiglioni, cui si aggiungono i 2.000 agenti già operativi su Milano.

Expo è un evento sovranazionale, e la gestione della sicurezza è in capo alle forze dell’ordine per prevenire e reprimere atti criminosi, ai servizi sanitari per ciò che concerne gli infortuni, ai vigilantes incaricati di proteggere gli allestimenti, ai vigili del fuoco per gli incendi e al servizio di sicurezza per assicurare l’incolumità dei visitatori.
Ognuna di queste strutture, specifica l’AMRA, dovrà rispondere a una centrale operativa che ne coordinerà le operazioni. Fondamentale anche la collaborazione fra paesi per scambiarsi informazioni e raccogliere dati sui potenziali ambiti di rischio. Durante l’evento dovranno inoltre essere monitoriati obiettivi sensibili quali aeroporti, stazioni, infrastrutture, monumenti, nonché ambasciate e consolati dei paesi politicamente più “delicati”.

Al di là della specificità di Expo, ogni evento – anche meno grande dell’Esposizione Universale – necessita di un piano di gestione del rischio, la cui portata e le cui misure variano a seconda delle dimensioni, della durata, dei contenuti e della tipologia di partecipanti. In generale, un efficace piano di sicurezza prevede 5 aree principali di intervento.

1. La valutazione delle possibili fonti di rischio: occorre verificare cosa è accaduto e cosa è stato fatto nelle edizioni precedenti dell’evento e valutare le caratteristiche del territorio, considerando per esempio le condizioni climatiche e lo stato delle infrastrutture.

2. L’identificazione di un comitato di sicurezza in grado di presidiare i siti o le location coinvolte, gli eventuali obiettivi sensibili (alberghi, aeroporti e infrastrutture) e le aree a maggiore concentrazione di pubblico.

3. L’elaborazione di un piano di emergenza per ogni location che definisce le azioni da intraprendere (evacuazione dagli impianti, percorsi alternativi in caso di problematiche alle vie di trasporto etc.) nel caso si verificasse una situazione critica.

4. L’installazione di sistemi tecnologici di sicurezza: da quelli di verifica negli aeroporti fino agli accrediti e ai metal detector nel sito dell’evento per filtrare e controllare gli accessi.

5. La selezione delle aziende partner della manifestazione: il rischio reputazionale è sempre in agguato, e una scelta poco felice può causare un notevole danno all’evento, ai suoi organizzatori e forse anche alla destinazione che lo ospita. Attenzione quindi a verificare le credenziali di sponsor e fornitori con i quali si definiscono accordi strutturati.

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