Dove andranno e quanto spenderanno i turisti cinesi da qui al 2023: Italia in pole position se saprà cogliere l’opportunità
A
Nel 2023 saranno 90 milioni le famiglie cinesi che potranno permettersi viaggi all’estero: un potenziale che è stimato si possa tradurre in 97 milioni di arrivi, con un successivo incremento annuo del 5%. Flussi massicci con una capacità di spesa che continuerà a crescere portando con sé un significativo impatto economico sulle destinazioni ospiti.

Alle opportunità che deriveranno dal mercato del turismo cinese è dedicato il report di InterContinental Hotels Group The Future of Chinese Travel, nel quale la catena alberghiera – che ha recentemente lanciato il brand cinese Hualuxe di alberghi e ristoranti e il programma China Ready – analizza come lo sviluppo economico e demografico del paese influenzerà i trend turistici nel prossimo decennio.

Il report indica che entro il 2020 la Cina supererà Stati Uniti, Regno Unito e Germania come mercato emissore di viaggiatori sul lungo raggio: un primato che sarà non solo quantitativo, cioè relativo al numero di persone che si recheranno all’estero, ma anche qualitativo, con una spesa media per ogni viaggio che entro il 2023 aumenterà del 75% rispetto all’attuale. I turisti cinesi opteranno per alberghi di fascia alta e shopping di lusso, incrementando anche la spesa dedicata alle attività di svago. In particolare, segnala lo studio, nel 2023 quasi due terzi (62%) dei viaggi in uscita dalla Cina saranno viaggi di piacere, con un ribaltamento delle attuali proporzioni che vedono predominare i viaggi di lavoro.

Le destinazioni più ricercate dai viaggiatori cinesi sono e saranno le grandi città internazionali, che ne accoglieranno quasi la metà e sulle quali si concentrerà il 95% della spesa complessiva allocata per il viaggio. Saranno dunque vincenti le destinazioni più facilmente accessibili, in termini sia di collegamenti sia di procedure per ottenere i visti d’ingresso: già oggi le destinazioni che hanno reso più facile l’ottenimento del visto hanno registrato un incremento del 20% del numero di arrivi cinesi.

Detto ciò, il report identifica opportunità concrete per l’Italia, dove la stima è che il turismo cinese nel 2023 arriverà a spendere 5,1 miliardi di dollari, la cifra più alta in Europa, ca fronte dell'attuale spesa di 1,2 miliardi. Nel Regno Unito i cinesi spenderanno 4,2 miliardi di dollari, in Francia 3,5 e in Germania 3,4. L’Italia, insieme a Regno Unito, Brasile e Sudafrica, sarà il paese che registrerà il maggiore incremento di spesa, anche se in numeri assoluti saranno le destinazioni limitrofe alla Cina (Hong Kong, Taiwan, Macao, Thailandia e Corea del Sud) e gli Stati Uniti a beneficiare dell’impatto economico maggiore.

Le proiezioni per il decennio 2013-2023 danno l’Italia al 7° posto fra le principali destinazioni per viaggi di lunga durata dei turisti cinesi, con un incremento di circa 359mila arrivi. Già oggi Milano e Firenze sono rispettivamente al 14° e 15° posto fra le città del mondo più visitate dai cinesi, e a livello europeo l’attuale classifica delle destinazioni per numero di arrivi cinesi vede ai primi tre posti Milano, Firenze e Venezia, seguite da Parigi, Lucerna, Roma, Berna, il Tirolo, Francoforte e Zurigo.

Le opportunità per l’Italia saranno ancora maggiori in futuro: Venezia, Milano, Roma e Firenze figurano, in questo ordine, come le prime 4 città europee per incremento di visitatori cinesi entro il 2023 – l’incremento maggiore a livello mondiale lo avranno New York, Los Angeles e Tokyo. Il report consiglia quindi alle destinazioni di prepararsi a cogliere l’opportunità agendo principalmente su 3 direttrici: semplificazione e velocizzazione delle procedure per l’erogazione di visti di ingresso, potenziamento dei collegamenti aerei diretti con la Cina, miglioramento dei processi di prenotazione e accoglienza in termini di lingua e adeguamento del prodotto e dell’esperienza turistica alle specifiche esigenze dei viaggiatori cinesi.

Commenta su Facebook