Mercato italiano del lavoro ancora in stallo, negative le prospettive occupazionali per il prossimo trimestre
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I prossimi tre mesi non saranno rosei per il mercato del lavoro italiano: le previsioni di assunzione, pur rimanendo sostanzialmente le medesime rispetto allo stesso periodo del 2014, diminuiscono di 6 punti percentuali se confrontate con quelle del primo trimestre dell’anno.

Lo scenario rilevato dall’indagine trimestrale di Manpower non è ottimista, anche ci sono elementi di miglioramento, evidenzia il presidente Area Mediterraneo di ManpowerGroup Stefano Scabbio: “Il mercato del lavoro italiano può riacquistare vigore per diversi fattori: il Jobs Act parzialmente approvato garantirà maggiore flessibilità ai datori di lavoro rendendolo più fluido, e il paese può trarre beneficio anche dalla combinazione di basso costo del petrolio, cambio euro-dollaro favorevole e spread ai minimi storici”.

In attesa del cambiamento la maggioranza delle aziende italiane, l’83%, non è però intenzionata a incrementare il proprio organico; mentre il 6% è pronto a cercare nuovi dipendenti.

Da aprile a giugno trovare lavoro sarà più facile per chi invia il curriculum alle grandi aziende; più difficile per chi, invece, punta a realtà di dimensioni minori. Le imprese con 250 o più dipendenti prevedono un aumento del 5% dell’occupazione, mentre le micro-imprese (meno di 10 dipendenti) segnalano una flessione del 9%. Piccole e medie imprese (rispettivamente con 10-49 e 50-249 dipendenti) sembrano invece accomunate dall’immobilismo.

Tutta l’Italia è coinvolta nella crisi occupazionale: fatta eccezione per il Nord-Est, dove per lo meno non si prevedono licenziamenti, le altre aree si caratterizzano per la diffusa intenzione degli imprenditori di ridurre gli organici.

Le poco promettenti prospettive italiane, confrontate con quelle positive degli altri paesi, europei e non, fanno capire le ragioni di chi aspira a lavorare all’estero. La ricerca Manpower ha valutato le previsioni di occupazione per il prossimo trimestre in 42 paesi, e tutti, tranne Italia e Brasile, registrano indici positivi. I 3 paesi del mondo che nel breve termine offrono più possibilità di impiego sono Taiwan (+45%), India (+38%) e Giappone (+19%). In Europa le stime più elevate di incremento occupazionale sono in Finlandia, Grecia e Romania, tutte con un indice positivo dell’11%.

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