Chi sono, cosa fanno e quanto guadagnano i travel manager italiani
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Si fa presto a dire che il ruolo dei travel manager è quello di gestire le trasferte di lavoro. In realtà il loro compito negli ultimi anni è diventato sempre più complesso.

Devono rispondere alla richiesta delle aziende di contenere i costi (le spese di viaggio rappresentano la seconda o terza voce di spesa nei bilanci) di negoziare con i fornitori e di essere costantemente aggiornati sulle soluzioni tecnologiche per semplificare e ottimizzare i trasferimenti e i soggiorni.

Le imprese, però, sembrano non dare il giusto riconoscimento al loro ruolo. A fronte di un’esperienza compresa fra 5 e 10 anni il 39% dei travel manager italiani percepisce uno stipendio lordo annuo che va da 30 a 50mila euro e il 28% non supera i 30mila. Per quanto riguarda l’inquadramento, più della metà (il 57,9%) sono impiegati, mentre solo il 29% sono quadri.

Il dato emerge dalla ricerca realizzata da Newsteca, editore delle testate di business travel Mission e MissionFleet, in collaborazione con Andrea Giuricin e Giacomo Di Foggia, docenti dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e del Centro Interuniversitario di ricerca in Economia del Territorio, attraverso interviste a 400 travel e fleet manager.

La “modesta” retribuzione dei travel manager, dice la ricerca, è da attribuire non solo alla diffusa mancanza di consapevolezza del valore strategico del business travel, ma anche a una questione di genere. I travel manager italiani sono infatti al 70,5% donne, genralmente di età compresa fra i 41 e i 55 anni, e l’Italia è un paese in cui il gap retributivo fra uomini e donne è ancora ampio e, per di più, in aumento. Secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, era al 4,9% nel 2008 ed è arrivato al 6,7% nel 2014.

Alla luce del divario tra le responsabilità crescenti e lo scarso riconoscimento economico, non stupisce che i travel manager non siano soddisfatti del proprio lavoro, tanto che la ricerca fornisce un indice di valorizzazione decisamente negativo: -53,4. Situazione migliore, invece, per i fleet manager. Chi gestisce i parchi auto aziendali è molto più gratificato dal proprio incarico, con un indice di valorizzazione di -18,8.

E non c’è da stupirsi. A differenza dei travel manager i fleet manager sono in prevalenza quadri (49,3%): non manca un 13% di dirigenti, e solo il 31,9% è impiegato. Il migliore inquadramento si traduce in compensi più elevati. Il 39,1% dei manager di flotta percepisce uno stipendio compreso fra 30mila e 50mila euro, il 15,9% fra 50mila e 70mila euro e solo l’8,7% dichiara di non superare la soglia dei 30mila euro.

I fleet manager guadagnano di più e sono più considerati dei loro colleghi travel manager probabilmente per due ragioni. La prima è che sono soprattutto uomini (62,3%) e la seconda che le aziende sono più sensibili al tema parco auto che non a quello del travel data la dimensione motivazionale che l'auto aziendale quale fringe benefit ha per i dipendenti.

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