Le piccole e grandi aziende italiane dove si lavora meglio: ecco i Great Place to Work del 2015
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Che cosa fa di un’azienda un posto ambìto e apprezzato dove lavorare? Prima ancora dei benefit tangibili, a motivare i dipendenti è la qualità dell’ambiente di lavoro, cioè un’organizzazione aziendale che privilegia i rapporti di fiducia reciproca fra il management e i lavoratori, che incentiva i buoni rapporti e la collaborazione fra colleghi e che stimola nei dipendenti l’orgoglio per il proprio lavoro e per l’azienda di cui fanno parte.

Sono questi i 3 parametri principali attraverso cui la società di consulenza Great Place to Work ha analizzato la percezione che 35mila lavoratori hanno delle proprie 98 aziende per stilare l’annuale classifica dei migliori ambienti di lavoro italiani. Lo studio, effettuato attraverso questionari ai lavoratori stessi, ha indagato però anche i modelli di organizzazione aziendale in cerca delle best practice nella gestione del personale: lavoro flessibile e lavoro da remoto, per esempio, ma anche progetti per la formazione professionale, iniziative di incentivazione, benefit come l’assicurazione sanitaria integrativa o servizi quali asili aziendali o borse di studio per i figli.

Le aziende italiane dove si lavora meglio sono quelle che hanno fatto precise scelte di leadership, afferma Antonino Borgese, presidente di Great Place to Work in Italia. “Innanzitutto lo sforzo di rendere l’organizzazione del lavoro più efficiente attraverso un più ampio coinvolgimento dei collaboratori nelle decisioni. Poi l’investimento nel loro sviluppo professionale, che si attua attraverso un impegno maggiore del manager nel “coaching” delle proprie persone”. Infine l’equità della retribuzione, classico punto dolente che però quest’anno – dice Borgese – migliora nettamente e raggiunge il livello più alto nello storico delle indagini di Great Place To Work.

La classifica si divide in due sezioni: la prima è riferita alle grandi aziende con oltre 500 dipendenti e la seconda alle piccole e medie aziende che hanno da 50 a 499 dipendenti. La prima fra le 12 grandi aziende nel ranking è ancora una volta Microsoft Italia in virtù delle proprie politiche di lavoro flessibile e dei benefit sul posto di lavoro, seguita da FedEx Express e da EMC Computer Systems Italia. Poi ci sono Bricoman, Eli Lilly, Ikea e Bottega Veneta. Chiudono la lista delle grandi aziende Adecco, Quintiles, Lidl, Markas e Abbvie.

La sezione piccole e medie aziende, con 23 imprese in classifica, vede invece al primo posto la farmaceutica Sanofi Pasteur, seguita da WL Gore e Associati, Vetrya, Cisco Systems e Mars. A seguire, nella top ten, National Instruments, Loccioni, Coca-Cola, ConTe Assicurazioni e Zeta Service.

Le aziende che si sottopongono alla valutazione di Great Place to Work lo fanno spontaneamente, e per due motivi. Il primo è consulenziale: i dipendenti soddisfatti dell’ambiente e delle condizioni di lavoro sono anche quelli più motivati, la cui produttività può arrivare a essere superiore del 30% alla media generale. Il monitoraggio aiuta quindi le aziende a misurarsi e a individuare gli ambiti di miglioramento della propria organizzazione. Il secondo motivo è reputazionale: le aziende che risultano essere buoni datori di lavoro fanno cioè un’operazione di employer branding, costruendosi una buona reputazione che permette loro di attrarre i talenti migliori.

“Calcolando la correlazione tra il nostro indice riassuntivo e il fatturato delle aziende in classifica dal 2010 a oggi, abbiamo visto che il legame tra le due variabili è significativo” dice Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Italia. “Le aziende con dipendenti che aderiscono ai valori dell’azienda e che si fidano dei loro manager hanno performance economiche superiori, crescono anche in periodi di crisi, esportano e lo fanno con dipendenti ben selezionati e in gamba”.

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