Osservatorio Business Travel: in aumento spesa per viaggi d'affari e numero delle trasferte, l'Italia sta uscendo dalla crisi
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Se l’andamento del business travel è un indice attendibile di quello economico, i dati indicano che la crisi sta cedendo il passo alla ripresa. I travel manager italiani chiudono il 2014 con risultati  positivi e guardano con ottimismo all’anno in corso, complice l’effetto Expo 2015.

Lo scorso anno, infatti, le trasferte di lavoro in Italia sono aumentate del 3% per una spesa complessiva che ha superato i 19 miliardi di euro, registrando un +2,1% rispetto al 2013. Un risultato destinato a essere incrementato nel 2015 secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Business Travel, la ricerca promossa dalla testata Turismo d’Affari di Ediman e condotta dal professor Andrea Guizzardi dell'Università di Bologna coinvolgendo circa 1.000 aziende di differenti settori e dimensioni.

Secondo lo studio, che è stato preentato la scorsa settimana alla BIT di Milano, nonostante l'Italia sia stato uno dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica il suo tessuto produttivo ha generato nel 2014 una crescita dei viaggi di lavoro sia verso l'estero (+4,4%) sia entro i confini nazionali (+2,5%).

L’incremento del mercato nazionale sorprende", commenta Andrea Guizzardi, "perché interrompe anni di contrazione delle trasferte nazionali in un anno in cui il Pil italiano è in diminuzione, seppure di poco. L’inversione di tendenza consente di essere più ottimisti sulla prossima evoluzione della congiuntura italiana, soprattutto perché ad aumentare sono i viaggi delle aziende del terziario".

Guardando alle trasferte internazionali, quelle verso i paesi europei hanno registrato un incremento del 5,2%, e il Regno Unito è la destinazione più frequentata dalle aziende italiane. Quelle verso i paesi extraeuropei hanno invece avuto una crescita inferiore, pari al 2,1%. Stati Uniti e Cina sono state le mete più richieste, mentre la Russia è crollata a causa delle sanzioni europee.

Parallelamente all’aumento del numero delle trasferte è cresciuto del 5,7% quello dei pernottamenti. Sono aumentati i soggiorni intercontinentali (1,9 milioni) e diminuiti invece quelli nazionali ed europei (1,1 milioni), grazie anche alle opportunità offerte dal trasporto aereo low cost e dall’alta velocità che consentono spostamenti in giornata.

Lo scorso anno, infatti, è stato proprio il treno il mezzo di trasporto che ha registrato la migliore performance, +5,8%. Gli spostamenti in aereo sono aumentati del +2,1%, sostenuti soprattutto dalle trasferte internazionali. Nonostante l’espansione del treno e dell’aereo, l’automobile rimane il mezzo preferito dai business traveller (46,4%).

A prescindere dal mezzo utilizzato, il trasporto è la voce più rilevante dei viaggi d’affari e nel 2014 ha inciso per il 58% sulla spesa complessiva. Come nel 2013, sono state però le spese per l’alloggio e il vitto a segnare la crescita maggiore, rispettivamente del 6,3% e del 3,6%.

L'ottimismo dei travel manager lascia prevedere che nel 2015 l'aumento della spesa per i viaggi d'affari sia compreso tra 1,5 e 3 punti percentuali. "Se la previsione dovesse realizzarsi", conclude Guizzardi, "saremo molto probabilmente fuori dalla crisi, in un quadro però molto diverso da quello del 2007. Le aziende manifatturiere sono più delocalizzate e diverse aziende di servizi realizzano buona parte del loro fatturato per realtà industriali e finanziarie oltre confine".

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