Google News chiude il servizio in Spagna, colpa di una legge “analogica” che penalizza aggregatori e motori di ricerca digitali
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Dal prossimo 16 dicembre Google chiuderà in Spagna il servizio News per evitare di incappare nelle maglie della nuova legge sulla proprietà intellettuale che entrerà in vigore nel paese il 1° gennaio prossimo. La legge varata dal parlamento di Madrid obbliga le piattaforme che aggregano contenuti e linkano ai siti che li pubblicano (come fa appunto Google News) a pagare agli editori i diritti d’autore, anche se gli editori non li chiedono e anche se il contenuto ripreso da è solo il titolo e un frammento del testo dell’articolo.

Google News, sostiene l’azienda californiana, non genera ricavi perché non mostra pubblicità: è un servizio gratuito a favore degli utenti. La legge spagnola non è quindi economicamente sostenibile e pertanto Google ha deciso di rimuovere tutti gli editori spagnoli da Google News e di chiudere il servizio in Spagna ancora prima che la legge entri in vigore.

La Spagna torna indietro di qualche decennio a causa di un provvedimento d’altri tempi, che penalizza tanto gli spagnoli, che saranno tagliati fuori da parte dell’informazione disponibile sul web, quanto gli stessi editori, che devono parte del loro traffico ai risultati di ricerca su Google. “In Europa abbiamo legislazioni obsolete, assai analogiche e ben poco digitali, che non tengono conto del ruolo cruciale svolto da motori di ricerca e aggregatori a favore del pluralismo dell’informazione” commenta l’avvocato Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati. “Speriamo non sia la prima di una serie di chiusure del servizio in altri paesi dell’Unione Europea”.

Il servizio di Google, che è disponibile in 35 lingue e più di 70 edizioni, aggrega contenuti e fonti editoriali di tutti i generi, dalle testate nazionali a quelle di piccoli editori, dai blog alle pubblicazioni specializzate: gli editori, peraltro, possono decidere se fare apparire o meno i propri contenuti su Google News.

“Leggi come quella spagnola o anche come quella italiana, che impone di includere nei mercati del sistema integrato della comunicazione regolati da Agcom anche i motori di ricerca, sono irragionevoli perché trattano i motori al pari degli editori, quando in realtà essi sono solo abilitatori e ‘incrementatori’ di pluralismo e di accesso all’informazione” afferma Bolognini.

Google sicuramente sopravviverà alla chiusura di uno dei propri servizi in Spagna. La domanda è se sopravviveranno gli editori spagnoli, proprio quelli che la legge sulla proprietà intellettuale mira a salvare e la cui crisi non è certo dovuta a Google News. E poi chissà che ne sarà della libertà di informazione degli utenti spagnoli. “La politica dovrebbe occuparsi di questi temi per non isolare i cittadini europei dal resto del mondo libero” conclude Bolognini.

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