Il business travel cinese rallenta, ma le aziende aumentano le trasferte internazionali
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Nemmeno la Cina sembra indenne dalla recessione economica. Il rallentamento degli investimenti, complice anche l’aumento dei costi, si riflette anche nel business travel. Il settore quest’anno non ha rispettato le previsioni, che indicavano per la Cina una crescita del 4,3% delle spese di trasferta. L’indice, seppur positivo, si attesta infatti a un +1,6%.

Il dato non sembra però causare sconforto. I travel manager cinesi prevedono per il 2015 un un incremento di spesa del 3,5%, come emerge dalla China Business Travel Survey di American Express, ricerca condotta intervistando i dirigenti di 230 aziende con più di 100 dipendenti situate nei principali distretti economici del paese come Shanghai, Pechino, Guangzhou, Shenzhen e Wuhan.

Secondo la ricerca i cinesi viaggiano per affari soprattutto per mantenere le relazioni con i clienti esistenti e per acquisirne di nuovi, motivazioni che incidono per il 46% del totale delle trasferte. Incentive aziendali e meeting sono invece i motivi meno diffusi, rispettivamente al 10% e il 14%.

Le previsioni parlano dell’aumento dei viaggi di lavoro all'estero. Rispetto a 2 anni fa è aumentato di 5 punti, arrivando al 13%, il numero di business traveller cinesi che viaggiano esclusivamente fuori dalla Cina. Una tendenza destinata a crescere. Il 34% degli intervistati, infatti, dichiara che nei prossimi 3 anni aumenterà le trasferte all’estero.

Come i loro colleghi europei, anche i travel manager cinesi sono focalizzati sul contenimento delle spese. Proprio per questo le policy aziendali fanno preferire le tariffe più basse per gli spostamenti aerei e privilegiano dove possibile l’utilizzo del treno. L'obiettivo del contenimento costi comporta anche la ricerca di tariffe negoziate con gli alberghi, alla luce del fatto che i soggiorni in hotel hanno inciso quest’anno per il 23% sulle spese di trasferta, segnando un +2% rispetto al 2013.

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