Il Pil italiano crescerà (poco) a fine 2015, ma Expo è un’occasione: visitatori internazionali fidelizzati porterebbero 8 miliardi l’anno
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Si è aperta con le previsioni sull’andamento dell’economia italiana e con un’analisi dell’impatto economico di Expo l’edizione 2014 del BizTravel Forum organizzato a Milano dal gruppo Uvet, che per l’occasione ha presentato i più recenti dati dell’Uvet Travel Index, l’indice che anticipa l’andamento del Pil nazionale attraverso il monitoraggio del business travel.

Secondo l’indice, entro fine 2015 il prodotto nazionale lordo italiano crescerà dello 0,7% rispetto al 2014 (a fronte di un +3,8% a livello globale): l’indicazione è quella di una stagnazione fino al secondo trimestre del prossimo anno, con i primi segnali di ripresa nel terzo trimestre e una crescita contenuta nel quarto. Il 2014 si chiuderà invece con un calo dello 0,3%, in rallentamento rispetto alla caduta del 2013, quando si concluse l’anno con un -1,9%.

“Analizzando la correlazione dei dati tra viaggi d’affari ed export” commenta Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet, “più si viaggia, più si esporta, più si creano occasioni di business, ma l’aumento delle esportazioni italiane è, nella maggior parte dei casi, inferiore rispetto a quello mondiale verso i paesi target. Questo significa che si può migliorare l’export aumentando i viaggi business verso quei paesi”.

I viaggi d’affari, si rileva dall’Uvet Travel Index curato da The European House-Ambrosetti, sono caratterizzati da una tendenza opposta rispetto all’inflazione: i prezzi dei trasporti dal 2006 al 2014 sono aumentati del 30% circa, mentre quelli dei viaggi d’affari sono diminuiti del 31,5%. La differenza, è la stima ricavata dall’efficienza creata dal business travel e dalla crescita dei prezzi nei trasporti, ha consentito di liberare risorse per 6,3 miliardi di euro.

Lo studio indica inoltre il potenziale impatto di lungo termine di Expo: “Se consideriamo che dei 21 milioni di visitatori attesi per Expo circa 7/8 saranno stranieri” ha detto Patanè “il nostro sforzo deve essere quello di farli diventare visitatori ‘abituali’: in termini economici e ipotizzando una permanenza media di 4 giorni, vorrebbe dire 8 miliardi di euro in più l’anno per il paese”.

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