Come cambia il web marketing: 7 trend per il prossimo anno
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È l’ampio cappello sotto cui ricadono quasi tutte le azioni tese a comunicare e promuovere prodotti, servizi, aziende o eventi attraverso gli strumenti digitali: il web marketing è però una disciplina estremamente fluida, che si evolve tanto rapidamente quanto rapidamente si modificano le piattaforme e lo spazio digitale, i comportamenti degli utenti online e l’andamento dei mercati.

A fare una previsione su quali sono le strategie e le tecniche di web marketing che il prossimo anno saranno più utilizzate dalle aziende è l’agenzia Wheelhouse Advisors, che individua alcuni grandi temi in evoluzione. Ecco i principali.

1. Il content marketing avanza
Se già oggi assorbe una quota consistente del budget di molte aziende (in media vi viene investito oggi un quarto delle risorse complessive per il marketing), la produzione e/o diffusione di contenuti di interesse per il target come tattica alternativa alle tradizionali operazioni promozionali avrà nel 2015 uno spazio ancora più rilevante, con più aziende che vi investiranno budget più alti. Due statistiche su tutte esprimono l’efficacia del content marketing: la qualità e l’interesse dei contenuti è fra le prime 3 ragioni per cui un utente segue un brand sui social media; le aziende B2B che tengono un blog sul proprio sito – attraverso il quale veicolano contenuti – generano mensilmente il 67% di contatti in più rispetto a quelle che non hanno un blog.

2. A guidare saranno i dati
I dati prodotti e raccolti con gli strumenti digitali rendono sempre più semplice capire, per esempio, quanto costa l’acquisizione di un singolo cliente, oppure quali azioni di marketing offrono il maggiore ritorno sull’investimento. Il trend è inequivocabile: il marketing sarà sempre più guidato dai dati, che a loro volta saranno sempre più dettagliati e facili da ottenere. Wheelhouse Advisors stima che la spesa globale in marketing analytics, cioè l’analisi dei dati di marketing, nel 2015 aumenterà del 60% e che l’adozione di tecnologie che consentono l’automazione delle operazioni di web marketing crescerà del 50%.

3. Il “rumore di marketing” diventerà assordante
Quanto più aumentano le aziende che creano e distribuiscono contenuti, tanto più aumenta il “rumore” sul web. Wheelhouse Advisors definisce “rumore” i contenuti di bassa qualità che non danno valore aggiunto né al brand né agli utenti-target. La previsione è che inevitabilmente i contenuti di bassa qualità aumenteranno; parallelamente, però, i motori di ricerca diverranno più “severi” nell’indicizzarli e nell’includerli nei risultati di ricerca. Per esempio, due algoritmi di ricerca recentemente introdotti da Google, Panda 4.0 e Pay Day 2.0, sono stati progettati proprio con l’obiettivo di penalizzare il posizionamento dei contenuti di bassa qualità nei risultati di ricerca. Un contenuto di 200 parole, dice Wheelhouse Advisors, è classificato da Google come “esiguo”. La sintesi vince, ma la troppa brevità può essere un boomerang.

4. Il video spiegherà tutto
I video aggiungono al marketing una dimensione di immediatezza, emozionalità e chiarezza che non è facilmente ottenibile con il solo testo né con le sole immagini, e hanno oltretutto il vantaggio di essere fruiti da un’audience trasversale: il 75% degli executive d’azienda, per esempio, guarda video almeno una volta la settimana; il 50% li vede su YouTube e il 65% visita poi i siti delle aziende che che li hanno prodotti. In particolare, hanno grande seguito i video che spiegano come funzionano prodotti e servizi, che diventano parte dell’esperienza complessiva di prodotto. Il futuro sarà quindi costellato di video, e le aziende punteranno soprattutto sui video tutorial.

5. Il marketing diverrà one-to-one
La prima regola del web marketing è che quanto più il contenuto è rilevante per un utente, tanto più questi sarà stimolato a interagirvi (condividendolo, commentandolo etc), con un effetto moltiplicatore sulla visibilità del brand, la soddisfazione dell’utente e probailmente anche sulle vendite. Il web marketing evolve quindi verso la personalizzazione completa: il marketing one-to one sarà sempre più facile grazie all’analisi dei dati e alle tecnologie di automazione. Con le email personalizzate, per esempio, il tasso di click aumenta del 14% e quello di conversione in azione del 10%.

6. Verso l’iper-segmentazione e il micro-targeting
Sono gli strumenti attraverso cui arrivare al marketing one-to-one: iper-segmentazione e micro-targeting sfruttano i dati personali e di comportamento sul web degli utenti, raccolti per esempio da piattaforme quali Facebook e Twitter. Il trend è quindi quello della comunicazione ipertargettizata, dove i gruppi target sono molti di più e molto più piccoli. Le statistiche dicono, per esempio, che la pubblicità online customizzata in base alle preferenze degli utenti è doppiamente efficace rispetto alle inserzioni non targettizzate.

7. L'online catalizza gli investimenti
L’esperienza del web è oggi talmente pervasiva nella vita quotidiana delle persone che il marketing si strutturerà con budget sempre più rilevanti per essere presente sulla rete. Il fatto che il marketing digitale offra poi una molteplicità di strumenti di misurazione dei risultati lo rende più appetibile rispetto ai tradizionali canali offline. A livello globale, la pubblicità online avrà nel prossimo futuro un incremento annuo del 10%, e nel solo 2015 il volume dell’advertising su dispositivi mobili farà un balzo in avanti del 48%.

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