L’export diventa digitale: per le imprese italiane l’opportunità del miliardo di consumatori online
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Nel mondo ci sono 1,2 miliardi di persone che acquistano online, e almeno 100 milioni acquistano in paesi diversi dal proprio. In Cina comprano in rete 300 milioni di persone, in Europa 360 milioni. Il potenziale di mercato, per le imprese che investono sulle competenze digitali per incrementare il proprio export, è enorme.

Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, ha rilevato che l’e-commerce è oggi un elemento di peso per lo sviluppo dell’economia globale: nel 2013 le transazioni online nel mondo hanno raggiunto il valore complessivo di 1.173,5 miliardi di euro, registrando una crescita annua del 13,6%. In Europa il volume d’affari è di 363 miliardi, in Nord America di 333 miliardi, in Cina di 247 miliardi; le potenzialità di crescita risiedono principalmente nelle economie emergenti.

Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il 13% delle transazioni online concluse nel 2013 erano costituite da acquisti cross-border, cioè effettuate in paesi diversi da quello di residenza dell’acquirente, e si prevede che lo shopping internazionale crescerà del 21% l’anno, un valore nettamente superiore a quello previsto per le transazioni nazionali.

Tradizionalmente l’export italiano, nota Netcomm, è assorbito al 60% da Europa e Nord America, ma emergono oggi flussi in crescita verso nuovi mercati quali Cina, Russia, Arabia Saudita, e persino Algeria, dove il made in Italy di tutti i settori produttivi sta trovando crescente consenso. Questi paesi sono anche quelli che mostrano le maggiori opportunità in termini di sviluppo del digital export: se le transazioni cross-border nell’e-commerce stanno diventando sempre più rilevanti è in questo ambito che le aziende italiane devono cogliere l’opportunità di potenziare il proprio export.

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