Le aziende poco consapevoli del potenziale Expo: un’opportunità per le agenzie di eventi
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È percepito come un grande evento che contribuirà al rilancio dell’Italia e che tratterà tematiche rilevanti per il futuro del Pianeta, ma non c’è, da parte delle aziende italiane, la piena consapevolezza delle potenzialità di Expo per il loro business. A 6 mesi dall’apertura dell’Esposizione Universale, le imprese italiane appaiono divise fra un generico ottimismo per l’importanza della manifestazione e un più specifico scetticismo sul fatto che questa possa avere un impatto positivo sulla loro attività.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge della ricerca Expo 2015 e gli eventi aziendali: opportunità, crescita e implicazioni per il mondo corporate condotta da Cisalpina Research, il centro studi di Cisalpina Tours, in collaborazione con MPI Italia Chapter e con il contributo di Secretary.it, che è stata presentata a BTC pochi giorni fa e discussa in una tavola rotonda. Obiettivo dell’indagine, cui hanno partecipato 630 aziende di ogni settore merceologico e dimensione (al 50% multinazionali), era capire se e come le imprese italiane si stanno attivando per affrontare il fenomeno Expo e come questo impatta sui loro piani di marketing e comunicazione, eventi inclusi.

Poca informazione ma sentiment positivo
Emerge, come primo aspetto rilevante, che poche aziende hanno piena consapevolezza dei contenuti e dei significati di Expo: l’idea generale che se ne è fatta la maggior parte del campione è quella generica di agorà mondiale su tematiche fondamentali e di grande evento di innovazione tecnologica; solo l’11% vede Expo come un’organizzazione strutturata potenzialmente in grado di fare sistema. Nonostante la poca cognizione di causa, prevale però il sentiment positivo: Expo è considerato un momento di rilancio dell’economia nazionale, un'opportunità di visibilità, contatti, iniziative e business a livello nazionale e internazionale.

Su chi ricadranno i benefici di Expo
Lo scetticismo comincia a rivelarsi quando si chiede alle aziende chi beneficerà dei vantaggi portati da Expo: il 34% degli intervistati ha indicato solo il comparto del turismo, chiamato a gestire il flusso dei visitatori, e il 19% solo le aziende che esportano all’estero, che potranno entrare in contatto con 144 paesi diversi. A pensare che i vantaggi di Expo potranno cadere “a pioggia” su tutte le aziende grazie al positivo effetto sul mercato è il 19% del campione.

Le aziende non trovano un nesso fra Expo e il proprio business
In generale, le aziende tendono a pensare che Expo possa avere un impatto sulle imprese che operano nel campo del food, direttamente legato al tema della manifestazione, e faticano a trovare un nesso fra il grande evento e la propria attività: il 41% dichiara infatti di non vedere alcuna possibilità di influenza da parte di Expo sul proprio business e il 42% ne prevede un’influenza moderata. Solo il 15% pensa che Expo possa generare effetti diretti sull’attività della propria azienda, individuando fra le opportunità che offre quelle dell’aumento di visibilità sul mercato, dell’attivazione di nuove partnership, della platea per lanciare prodotti e servizi, della relazione con nuovi mercati di business.

Poche iniziative per Expo e con investimenti limitati
Conseguentemente, il 57% delle aziende intervistate non ha ancora previsto alcuna manifestazione o evento correlato a Expo perché convinte che il proprio campo di attività non si adatti al tema della manifestazione o perché preoccupate dell’eccessiva concorrenza e dei costi elevati che tali operazioni comporterebbero. Chi invece (il 43%) ha già incluso nel proprio piano di marketing e comunicazione eventi legati a Expo si è concentrato sui 6 mesi di manifestazione (non sul pre né sul post) con progetti di convention, congressi e mostre. Gli investimenti sono però limitati: il 72% pensa di dedicare agli eventi legati a Expo meno del 10% delle risorse e solo il 2% vi dedicherà più del 60% del budget di comunicazione.

Le difficoltà percepite del Fuori Expo
Un ulteriore freno è costituito dalla percezione che Expo sia un evento molto complesso, difficile da affrontare e con un’organizzazione poco strutturata. Il Fuori Expo, per esempio, pur considerato un’occasione di visibilità in cui agire in completa autonomia, è però scartato a priori da quasi la metà degli intervistati perché percepito come un tema non organizzato e non coordinato. Expo, nella valutazione conclusiva della maggior parte delle aziende intervistate, non avrà un impatto significativo sul settore degli eventi, né sulle loro attività legate agli eventi.

L’opportunità per le agenzie di eventi e la meeting industry
Il “vuoto” di comunicazione verso le imprese lasciato da Expo, che nel promuovere l’evento si è concentrato prevalentemente sulla sua dimensione di manifestazione da fruire individualmente o come opportunità per i territori di intercettare i flussi di visitatori internazionali, costituisce però, dice la ricerca, un’opportunità per le agenzie di eventi e per la meeting industry in generale. Proprio perché le aziende italiane sembrano non avere strumenti e strategie per affrontare Expo, l’iniziativa delle agenzie, nell’ideare e proporre loro progetti e format di comunicazione e di eventi con cui legarsi alla manifestazione, potrebbe essere determinante. Anche l’ancora inesplorato tema del Fuori Expo, che per definizione non deve essere strutturato – proprio perché “fuori” – è un’occasione che le agenzie possono sfruttare per costruire progetti per i propri clienti, aiutandoli a cogliere le opportunità di comunicazione e di business offerte dall’Esposizione, anche al di là del suo tema e a prescindere dal settore di attività delle singole imprese.

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