Aziende italiane a caccia di talenti: come cercano e cosa offrono ai candidati migliori
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Sono 3 le sfide più importanti cui sono chiamate oggi a rispondere le aziende italiane: aumentare le performance e la produttività, mantenere o creare un ambiente di lavoro sereno e, soprattutto, attirare talenti che contribuiscano alla crescita e allo sviluppo del business.

Secondo Salary, Benefits and Workplace Trends Survey 2014, l'indagine condotta dall'agenzia per il lavoro Randstad coinvolgendo 102 decision maker di aziende italiane, il 45% dei responsabili delle risorse umane prevede di dover affrontare nel 2015 una carenza di figure professionali competenti.

Per attrarre professionisti competenti il 70% delle imprese offre loro programmi di istruzione e formazione, mentre il 35% preferisce affidare funzioni in outsourcing e il 26% cerca di reclutare personale dall'estero. Portare talenti in azienda può però diventare difficile se il settore di business è ritenuto poco attraente, se le aziende non hanno un brand forte o se non offrono opportunità di carriera.

Per trovare candidati validi le aziende si affidano ancora, per la maggior parte, alle società di selezione del personale, alle segnalazioni fatte dai propri dipendenti oppure alle indicazioni fornite dalle università; nonostante la difficoltà di trovare candidati competenti, il 57% delle aziende italiane non utilizza però metodi innovativi per la ricerca e selezione del personale.

Le fiere professionali virtuali, per esempio, sono utilizzate solo dal 5% del campione e il video curriculum è richiesto da uno sparuto 3%. Certo, i social network sono più diffusi e vi ricorre il 25% delle aziende, ma non vengono ancora sfruttati nel modo migliore: la maggioranza degli intervistati li ritiene tutto sommato utili e solo un manager su 4 li considera molto utili per ricercare manager e impiegati (ma non dirigenti e assistenti).

Per attrarre i talenti l'80% delle aziende propone loro corsi di formazione come benefit, il 75% offre bonus economici, il 71% possibilità di carriera e, a seguire, assicurazione medica, posizioni di lavoro flessibili e pensione integrativa. Solo il 27% delle aziende offre uno stipendio interessante e un risicato 9% la partecipazione agli utili dell'impresa.

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