Effetto Ebola: il 26% dei viaggiatori internazionali pronti a cancellare i piani di viaggio
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L’impatto di Ebola sull’industria dei viaggi si fa sentire: paesi come Sudafrica, Kenya, Tanzania e Botswana, pur lontanissimi dall’epidemia, stanno registrando crolli nelle prenotazioni e cancellazioni di viaggi (ed eventi) già programmati, e il timore del contagio ha cominciato a influenzare i comportamenti di viaggio anche verso destinazioni che nulla hanno a che vedere con l’Africa.

Il 26% dei viaggiatori internazionali, dice infatti il sondaggio condotto dalla società di ricerca svizzera m1nd-set su un campione di 2mila persone in diversi paesi di diverse aree del mondo, è pronto a rivedere i propri progetti di viaggio: a prescindere dalla destinazione, i più riluttanti a spostarsi in questo momento sono i viaggiatori fra i 31 e i 45 anni, una fascia d’eta che generalmente viaggia con bambini; le donne sono di poco più preoccupate degli uomini (28% contro 26%)

L’indagine ha rilevato inoltre che solo il 30% delle persone ha fiducia nell’efficacia dei controlli sanitari effettuati negli aeroporti: i più positivi sono i giovani fra i 18 e i 30 anni, probabilmente più inclini a fidarsi delle tecnologie impiegate per gli screening, mentre i più scettici sono i viaggiatori sopra i 60 anni. Maggiore fiducia anche da parte dei business traveller rispetto a chi viaggia per piacere, con uno scarto di 5 punti percentuali (31% contro 26%).

Per chi decide di viaggiare, gli screening in aeroporto avranno comunque un impatto negativo sul viaggio: a temerlo sono principalmente i giovani e i business traveller, evidentemente più preoccupati di ritardi e perdita di coincidenze. Chi viaggia per lavoro e chi viaggia di frequente ha segnalato inoltre che i controlli modificano il loro comportamento in aeroporto, lasciando loro meno tempo per fare acquisti nei punti vendita e nei duty free degli scali.

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