Il mercato globale del lusso vale 220 miliardi di euro: i top spender sono turisti, ma l’Europa perde appeal
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Chi compra senza badare a spese non risente della crisi, anzi. Le previsioni per il 2014 parlano, infatti, di una crescita mondiale del mercato del lusso, che arriverà a fatturare 223 miliardi di euro segnando così un incremento del 5% rispetto all'anno precedente, che si stima sarà ripetuto anche nel 2015.

Il quadro emerge dal Monitor Altagammma sui Mercati Mondiali 2014 che, realizzato dalla società di consulenza Bain & Company e dalla Fondazione Altagamma, rileva una buona salute del settore dovuta soprattutto agli acquisti compiuti da chi viaggia.

Chi sono i big spender del lusso
Sono i turisti i clienti che trainano il segmento del lusso e che impongono ai player del mercato nuove strategie di vendita, evidenzia Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company e principale autrice dello studio: “Con il progressivo venir meno dei confini nazionali dei mercati del lusso non ha più senso pensare esclusivamente in termini di geografie. L’attenzione si sposta sui consumatori, con i trend e i gusti locali che rappresentano solo una parte del quadro globale”. I cinesi, con il 29% della spesa per prodotti alta gamma, sono gli acquirenti migliori, capaci di spendere all’estero il triplo di quanto fanno nel proprio paese, contrariamente ai giapponesi che invece preferiscono i negozi (e la moneta) di casa propria per acquistare beni a molti zeri.

Cosa comprano i top spender
Poiché sono i turisti i principali artefici del successo dei prodotti di lusso non stupisce che la spesa per soggiorni in alberghi di alto livello sia in aumento del 9% e quella per le crociere, scelte soprattutto da un target giovane, in crescita del 5%. Quando in viaggio, i top spender amano acquistare doni per gli amici rimasti a casa, con prodotti gourmet, vini pregiati e bevande non alcoliche in cima alle preferenze. Anche i mezzi scelti e acquistati per viaggiare non sono esattamente low cost. Il mercato delle auto di lusso personalizzate è in crescita del 10% rispetto allo scorso anno, valore quasi raggiunto anche dalla vendita di jet privati che registrano un significativo +9% grazie soprattutto ai facoltosi dei mercati emergenti, Brasile in primis. Sul fronte dei beni personali, sono gli accessori a fare la parte del leone, preferiti all’abbigliamento e a quello che viene definito hard luxury, sottosettore che comprende orologi e gioielli.

Dove si acquistano i prodotti di lusso
Se il Nord America si conferma la mecca dei turisti per lo shopping di lusso l’Europa, Italia compresa, sembra invece in frenata sul fronte del consenso dei visitatori internazionali. Secondo l’analisi compiuta da Global Blue e Brain & Company i consumi tax free nel Vecchio Continente da parte di turisti extra UE sono a crescita zero per la prima volta in 6 anni. Nonostante il mercato del tax free shopping valga in Europa 40 miliardi di euro, il calo di appeal è stato avvertito da chi, come l’Italia, ha nei russi i primi consumatori internazionali. A causa della crisi ucraina e, dice il presidente dell’associazione milanese dei commercianti di via Montenapoleone Guglielmo Miani, anche del limite per il pagamento in contanti, i russi sembrano avere stretto i cordoni della borsa in compagnia di brasiliani e giapponesi. In controtendenza sono invece cinesi, coreani e i visitatori provenienti dal Kuwait che, pur rappresentando solo il 3% del tax free in Europa, registrano un balzo del 19%.

I canali di vendita del lusso
Nonostante i cambiamenti di abitudini dei clienti, il tempio dove si consuma il rito dello shopping è ancora il negozio al dettaglio che, nel caso dello showroom monobrand, copre ben il 50% del mercato. Gli acquisti online piacciono però sempre di più: l'e-commerce del lusso è infatti cresciuto di quasi il 30% con una netta preferenza per i siti multimarca, capaci di garantire una scelta più ampia. Anche chi compra lusso è attento al rapporto qualità/prezzo. I consumatori dei mercati cosiddetti maturi, infatti, non esitano a comprare usato di lusso (settore che vale 16 miliardi di euro) e a recarsi negli outlet che, grazie a investimenti su design e servizi, nell’arco di 3 anni hanno quasi raddoppiato la penetrazione nel mercato.

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