BizTravelForum: nel 2011 cresce il comparto viaggi d'affari, in aumento le trasferte extraeuropee
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Il mercato del business travel è in lieve ripresa: chiuderà il 2011 con una crescita del 2%. È il dato diffuso durante il convegno di apertura del BizTravelForum 2011, kermesse di riferimento del settore organizzata da Uvet American Express per fare il punto sui trend relativi ai viaggi d’affari.

Trend 2011. Il mercato dei viaggi d’affari registra tendenze contrastanti. Uvet prevede una chiusura positiva dell’anno in corso, ma a settembre rileva un rallentamento (-5%) tuttora in corso nel mese di ottobre. “Il 2011 è stato un buon anno” ha sottolineato Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet, evidenziando però il ruolo dei grandi disastri ed eventi politici nel mondo: “Ci aspettavamo una crescita dei viaggi d’affari intorno al 4,5% ma il terremoto e il disastro nucleare di Fukushima, così come la ‘primavera’ nordafricana hanno inciso per più dell’1% sul mercato dei viaggi d’affari: adesso guardiamo con fiducia alla ripresa su questi fronti” ha aggiunto Patanè.

La ricerca. Il numero uno di Uvet ha presentato un’anticipazione della ricerca Business Travel Survey 2011, che sarà disponibile in versione completa a inizio dicembre. Il dato generale dei viaggi d'affari nel terzo trimestre 2011 è in crescita (+0,6%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Si verificano però due fenomeni opposti: da un lato il calo delle trasferte nazionali ed europee, dall’altro la robusta crescita (+7,1% sempre nel confronto con l’anno precedente) di quelle extraeuropee. Uvet registra inoltre una correlazione diretta, dal 2008 a oggi, tra gli andamenti di quattro fattori: Pil, commercio estero, business travel e trasporto aereo cargo: tutti negativi nel 2008 e 2009, positivi negli ultimi due anni. Secondo la ricerca, i viaggi d’affari contribuiranno quest’anno allo 0,3-0,5% del Prodotto interno lordo.

Travel budget. Le spese di viaggio crescono del 2,3%; tra queste, quelle aeree registrano un +0,6% nonostante il calo del numero di trasferte (-3%). L’alta velocità mantiene in crescita il ricorso al treno (+0,8%). In aumento anche il numero medio di pernottamenti in albergo. “Più che un taglio di costi indiscriminato, le aziende stanno avvertendo la necessità di perfezionare le procedure per ottimizzare la spesa, approfittando di nuovi strumenti di business intelligence che consentono di monitorare meglio missioni e trasferte” spiega Patanè.

Le destinazioni. I viaggi d’affari delle aziende italiane spingono la crescita di mete come Brasile (+7,9%), Russia (+22,7%), India (+12,8%) e Cina (+7,9%) ovvero il gruppo di Paesi noto come BRIC. Esplodono anche Turchia e Argentina, rispettivamente intorno al 50% e 60%. In aumento anche il Nord America (+12,6%) e il mercato franco-tedesco (+0,5%), mentre calano le destinazioni nazionali (-5,6%) e si registra il crollo di Nord Africa (-52,6%) e Giappone (-36,1%).

Booking a lungo termine. “Alitalia è cresciuta solo del 6% in Italia e del 46% all’estero, dove la domanda è molto più dinamica” ha sottolineato durante il convegno Marco Sansavini, vice presidente della compagnia aerea con delega alle vendite, distribuzione e customer care. “Per competere occorre consolidare un sistema di alleanze: non è sostenibile per nessun vettore pensare di coprire da solo tutte le destinazioni mondiali”. Secondo Sansavini “dal 2008 i travel manager hanno messo in atto un cambiamento strutturale: pianificano in anticipo per risparmiare e allungano i tempi del booking”.

Le prospettive. "O il settore travel italiano si modernizza o il traffico scenderà ancora di più a beneficio di altri attori, anche per la crescente tendenza alla disintermediazione” ha notato l’amministratore delegato di Amadeus Italia Fabio Lazzerini, che sottolinea “la difficoltà di fare impresa in Italia e il nanismo imprenditoriale del settore turistico, che conta 13.500 agenzie”, così come il problema della logistica e delle infrastrutture scelte dalla politica (“140 aeroporti sono troppi” afferma il manager).

Dal dibattito emerge anche l’auspicio a un maggiore ricorso ai tool per il self booking, la cui adozione è ancora “scarsa” secondo Sansavini. “Ci stiamo spostando dal travel management al mobility management , con la possibilità di gestire, per esempio, un report di spese in tempo reale” spiega Patanè. “Con l’utilizzo degli smartphone nel business travel arrivato al 75-80%, è in corso un cambiamento fondamentale: il viaggiatore diventa il nostro vero interlocutore per la qualità dei servizi” conclude il presidente di Uvet.

Andrea Paternostro

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