L’impatto economico della creatività: ecco come le nuove idee influenzano i risultati di business
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Quello della creatività è oggi un mantra: occorre essere creativi, la creatività come valore aggiunto nel servizio al cliente, la creatività chiave di volta per distinguersi dai competitor, la creatività come valore identitario di un’azienda… Ma cos’è esattamente la creatività? E, soprattutto, quanto vale concretamente, in termini di business? Non sono domande oziose perché, senza volerne svilire il concetto, come tutti gli asset aziendali che richiedono investimenti anche la creatività deve avere un suo riscontro economico.

A stimarlo ci ha pensato Adobe, la nota casa di software, che ha commissionato a Forrester Consulting uno studio intitolato significativamente The Creative Dividend, cioè “il dividendo creativo” per verificare se la creatività abbia o meno un peso nei risultati commerciali ed economici di un’azienda. La ricerca è stata condotta intervistando 324 manager di 300 aziende e agenzie globali che operano in diversi settori merceologici.

La ricerca definisce la creatività come “la produzione, in qualsiasi ambito, di idee nuove e utili” e descrive l’innovazione come “l’applicazione delle idee creative all’interno di un’organizzazione”. I manager intervistati definiscono un’azienda (o un’agenzia) creativa quando questa tende al non convenzionale, prova nuove soluzioni, investe risorse nella creatività e ne accetta il possibile insuccesso come parte integrante dell’attività di business. Le imprese creative, dice uno dei manager, sono completamente focalizzate sul proprio cliente e sull’esperienza di prodotto che gli offrono. E secondo l’82% degli intervistati, nel mercato attuale c’è una correlazione diretta fra la creatività e i risultati di business.

Lo studio commissionato da Adobe afferma infatti che le aziende che promuovono la creatività registrano una crescita di fatturato superiore a quella dei propri competitor: il 58% delle aziende che investe in creatività ha dichiarato di avere  incrementato il fatturato del 10% nel 2013, contro solo il 20% di quelle meno creative. Inoltre, le imprese creative hanno il 50% in più di probabilità di raggiungere una posizione dominante sul mercato e un market share più elevato dei propri concorrenti.

Un ambiente di lavoro positivo è terreno fertile per coltivare la creatività: non a caso, quindi, il 69% delle aziende creative ha ottenuto premi e riconoscimenti nazionali come “migliori aziende dove lavorare”, al contrario di quelle non creative, che si possono fregiare di tali riconoscimenti solo nella misura del 27%. È interessante notare, dice lo studio, che nonostante la creatività sia percepita come una caratteristica che porta valore al business, il 61% dei manager pensa che la propria azienda non sia creativa: la maggioranza (51%) ritiene che sia “non allineata” con le aziende creative, il 10% dichiara che le procedure sono opposte a quelle ritenute creative e solo l’11% vede una similitudine fra i processi della propria azienda e quelli delle organizzazioni riconosciute per essere creative.

Ecco, in conclusione, le 4 caratteristiche che contraddistinguono le aziende creative.

La creatività è un obiettivo
Considerare la creatività come un valido obiettivo di business significa stabilire linee guida aziendali finalizzate a perseguirla. Il 60% delle aziende creative include la generazione di nuove idee fra le finalità dei propri progetti.

La collaborazione con i clienti porta creatività
Le aziende creative incoraggiano i propri dipendenti a stabilire relazioni con i clienti in misura doppia rispetto alle altre. La collaborazione con i clienti contribuisce a produrre nuove idee e innovare prodotti e servizi in modo che rispecchino le aspettative della domanda.

La cultura della creatività
La creatività genera nuove idee che rivoluzionano i mercati e spiazzano i competitor: l’81% delle aziende creative ha istituito processi di business e metodologie specifiche per valutare e sostenere le nuove idee.

La creatività va finanziata
Le aziende creative sono tre volte e mezzo più propense delle altre a finanziare progetti focalizzati sulla ricerca della creatività. Finanziare le idee più promettenti è il modo più concreto con cui un’azienda dimostra il valore che dà alla creatività.

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