Pubblicata la classifica dei paesi più innovativi nel mondo, ecco a che punto è l’Italia
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Europa fucina di innovazione: nonostante la reputazione di continente ormai in declino, e nonostante la difficile ripresa economica, è l’Europa l’area che esprime il più alto tasso di innovazione del mondo. Lo dice il Global Innovation Index, che nella propria classifica 2014 dei paesi più innovativi indica che fra i primi 10 del ranking 7 sono europei, e fra i primi 25 gli europei sono ben 16.

Il Global Innovation Index è elaborato da Insead, una delle più prestigiose scuole di business e direzione aziendale del mondo, ed è una delle più accreditate fonti cui fanno riferimento aziende, ministri e capi di stato per orientare investimenti e strategie legati all'innovazione. Il report, che quest’anno si focalizza sul fattore umano come fattore principale di innovazione, analizza 143 paesi secondo 81 indicatori, riuniti in 7 macrocategorie (istituzioni, capitale umano e ricerca, infrastrutture, sofisticazione del mercato, sofisticazione del business, conoscenza e tecnologia, creatività) per valutarne il livello di capacità innovativa da utilizzare come leva di sviluppo economico e sociale.

Ai primi 3 posti della classifica si riconfermano Svizzera, Regno Unito e Svezia, dopo cui si posizionano Finlandia, Olanda, Stati Uniti, Singapore, Danimarca, Lussemburgo e Hong Kong (considerato come paese a sé). Rispetto allo scorso anno esce dalla top ten l’Irlanda, per lasciare il posto al Lussemburgo. I paesi al vertice del ranking, dice Insead, sono quelli che hanno creato un ecosistema che favorisce l’innovazione investendo sia in capitale umano sia in nuove infrastrutture. In particolare, i 25 paesi più innovativi registrano punteggi molto alti in termini di infrastrutture per l’information e communication technology, di formazione della forza lavoro, di comunicazione della conoscenza e di creatività nella produzione di beni e servizi.

Insead rileva anche la qualità dell’innovazione, misurando per ogni paese le performance degli atenei, le pubblicazioni accademiche e i brevetti di portata internazionale: primi per qualità nella categoria dei paesi ad alto reddito sono gli Stati Uniti, seguiti da Giappone, Germania e Svizzera. Fra i paesi di reddito medio, quelli con l’innovazione di maggiore qualità sono Cina, Brasile e India. Rimane tuttavia forte, nota il report, il gap fra i paesi: i 25 paesi più innovativi sono più o meno sempre gli stessi, pur con qualche cambio di posizione: gli altri faticano a stare al passo per motivi sia economici sia legati alla retention del capitale umano necessario a sostenere l’innovazione.

Nonostante il trend di flessione, a livello globale, negli investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi epicentri di innovazione si stanno diffondendo in tutto il mondo. Fra le economie di medio reddito, i paesi che nel 2014 si distinguono per la significativa spinta innovativa sono 12, fra cui Moldavia, Mongolia, Armenia, Ucraina, Georgia Senegal, Giordania, Malaysia, Vietnam e Thailandia, oltre naturalmente a India e Cina. Fra i paesi a basso reddito emergono invece Kenya, Uganda, Mozambico, Ruanda, Malawi, Gambia e Burkina Faso. Questi paesi, dice Insead, si sono focalizzati sui 4 pilastri su cui si basa l’innovazione: hanno promosso l’istruzione e “creato” talenti, hanno facilitato lo sviluppo di una cultura imprenditoriale e creato terreno fertile per le nuove imprese, hanno, infine, costruito infrastrutture e creato strutture istituzionali di supporto all’innovazione.

L’Italia è al 31° posto – 2 posizioni in meno rispetto allo scorso anno – dopo la maggior parte dei paesi europei, compresi Estonia, Slovenia, Malta e Cipro, e molto dopo Israele, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Le debolezze italiane sul tema dell’innovazione rimangono tante. Gli indicatori su cui il paese si rivela più carente sono, per esempio, la facilità di pagare le tasse (siamo al 108° posto su 143), la facilità di ottenere credito (96° posto), la facilità di avviare una nuova impresa (58°), l’istruzione universitaria (48°), la produzione “creativa” intangibile, cioè brevetti, creazione di nuovi modelli di business e organizzativi (113° posto), la pubblicazione di prodotti editoriali come libri e giornali (51°), l’efficacia del governo (50°). Gli ambiti dell'innovazione invece dove l’Italia si rivela competitiva sono il numero di anni dedicati alla scolarità (18°), il numero di certificazioni ambientali ISO 14001 (7°), la spesa per software (12°).

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