In India i budget per gli eventi crescono del 12% l’anno, ma l’Italia non è fra le destinazioni preferite
A
Matrimoni a parte – basti pensare al più recente, quello da 10 milioni di dollari fra Ritika Agarwal, figlia del più grande magnate indiano del ferro, e Rohan Mehta, erede di una importante casa di moda, che si è tenuto la settimana scorsa a Savelletri di Fasano – sembra che l’Italia non sia in cima alle preferenze degli indiani in tema di eventi.

A dirlo è la India Meetings & Events Industry Survey 2014, la ricerca presentata la scorsa settimana a Chennai durante l’IBTM India, la nuova fiera del settore meeting ed eventi di Reed Travel Exihbitions. Lo studio, condotto su 195 organizzatori di eventi di aziende e associazioni, ha rilevato il mercato indiano è in forte crescita in termini sia di volumi che di spesa.

La metà degli intervistati ha infatti dichiarato che negli ultimi 12 mesi ha organizzato più eventi rispetto all’anno precedente, e ben il 73% prevede un ulteriore incremento dei volumi nei prossimi 12 mesi. A colpire è però l’incremento del budget medio stanziato per ogni evento: secondo i dati raccolti nell’ultimo anno è stato dell’11,6%, e le previsioni parlano di un ulteriore aumento medio del 12% nei prossimi 12 mesi.

E se lo studio evidenzia che il 25% degli organizzatori realizza viaggi di incentivazione, la nota dolente per l’Italia arriva quando si parla di destinazioni. Aziende e associazioni indiane utilizzano principalmente, per i propri eventi, destinazioni nazionali (Mumbai in primis, poi Nuova Delhi, Hyderabad e Jaipur), ma il 47% degli intervistati ha dichiarato di avere utilizzato nell’ultimo anno anche destinazioni estere.

Le più gettonate sono gli Emirati Arabi (Dubai e Abu Dhabi) e gli Stati Uniti. Poi c’è l’Europa, con Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Infine Thailandia, Malaysia e Singapore. L’Italia è la grande assente dalla top ten.

Commenta su Facebook