Le 3 “S” dei travel manager: nuove priorità aziendali per i viaggi d’affari
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È la gestione del rischio la nuova priorità delle aziende in fatto di business travel, tanto da battere in importanza le tematiche relative agli acquisti, che pure comprendono i nuovi modelli di gestione globale dei viaggi e il banchmarking dei costi, e quelle che riguardano la tecnologia, con tanto di applicazioni per mobile e pagamenti tramite smartphone.

A indicare nel risk management la nuova sfida da affrontare sono gli oltre 900 travel manager di 24 paesi interpellati da AirPlus per condurre il proprio International Travel Management Study, che ne ha identificato i 3 elementi-chiave: sicurezza, salvaguardia dei dati e sostenibilità. Con sicurezza si intende la tutela del capitale umano, cioè la sicurezza e il comfort del personale in trasferta, mentre la salvaguardia dei dati si riferisce alla tutela dei beni intellettuali e finanziari dell’azienda; la sostenibilità, infine, considerata un tema consolidato dal 51% degli intervistati, comprende non soltanto gli aspetti ambientali ma anche le politiche di reponsabilità sociale (CSR) delle aziende.

Salvaguardia dei dati, una priorità soprattutto italiana
È la questione più rilevante per il 68% dei travel manager a livello globale, e per ben l’86% di quelli italiani. La preoccupazione è che i dati sugli spostamenti del personale in trasferta cadano nelle mani sbagliate, con effetti sulla sicurezza del personale e timori per lo spionaggio industriale. Le aziende sono anche sempre più attente ai dati che i dipendenti portano con sé quando viaggiano, tanto che vietano loro di portare con sé i computer portatili nel caso di trasferte in paesi considerati a rischio. Inoltre, a preoccupare i travel manager è anche il fatto che molti fornitori di servizi terzi abbiano accesso ai dati, che possono essere archiviati nei diversi paesi con standard di protezione significativamente differenti.

Sicurezza del personale e geolocalizzazione
È la seconda priorità, espressa dal 66% dei travel manager nel mondo e dall’81% degli italiani. Le aziende ricorrono quindi a sistemi di prenotazione viaggi che includono servizi di geolocalizzazione GPS per poter tracciare i movimenti dei dipendenti. In questa categoria rientra anche il comfort di chi viaggia, associato peraltro al tema della produttività: dipendenti più sereni, infatti, lavorano meglio.

Sostenibilità, si cercano alternative virtuali al viaggio
Ritenute prioritarie dal 51% dei travel manager e, sorprendentemente, dal 70% degli italiani, con differenze però significative fra le aziende con alti volumi di spesa in business travel (le più sensibili alle tematiche) e quelle con volumi minori. Le aziende con volumi di spesa più elevati hanno maggiori probabilità di essere quotate in Borsa o, comunque, di avere dei bilanci di sosteniblità, e sono pertanto valutate molto più attentamente da enti regolatori e investitori sulle politiche perseguite. Secondo i dati AirPlus, molte aziende investono nelle riunioni “virtuali”, che non solo alleggeriscono il loro impatto ambientale, ma riducono anche il tempo che tiene impegnati i dipendenti. Nonostante ciò, sottolinea lo studio, non risulta che le aziende stiano riducendo il numero totale dei viaggi d’affari: il 31% degli intervistati prevede infatti di chiudere il 2014 con un aumento dei viaggi, e solo il 13% indica una flessione delle trasferte.

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