Confindustria AICA: le catene chiudono il 2011 in crescita, ma servono formazione e piani di sviluppo
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L'industria turistica italiana, e in particolare il settore dell'ospitalità, è in leggera ripresa rispetto all'anno precedente: l'Italia cresce leggermente, ma meno degli altri Paesi europei. Occorre che il Paese metta in atto strategie, piani di sviluppo e investimenti che permettano una crescita maggiore e soprattutto un consolidamento del trend positivo. È quanto emerge dal Focus Confindustria AICA 2011, lo studio dell’Associazione Italiana Catene Alberghiere sui bilanci delle catene e sui dati di investimento e occupazione nel settore turistico presentato a Milano da Chema Basterrechea, vicepresidente vicario di Confindustria AICA, e Palmiro Noschese, membro del Consiglio direttivo.

Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, fornisce un quadro generale del settore turistico e in particolare del comparto alberghiero italiano nel 2010 e nei primi otto mesi del 2011, analizza i trend nazionali e internazionali ed esamina le performance economiche e finanziarie delle compagnie associate a Confindustria AICA, raffrontandole con quelle degli anni precedenti.

Dalla ricerca risulta che, in linea con l’andamento generale del settore turistico globale, in ripresa nel 2010, anche le performance economiche degli hotel sono in crescita. Lo scorso anno ha segnato infatti un’accelerazione complessiva nella crescita dei principali indicatori – tasso di occupazione (TOC), prezzo medio per camera (ADR) e fatturato per camera disponibile (RevPar) – in tutte le macro regioni mondiali. In Europa in particolare, l’occupazione sale al 63,7% (+5,2% rispetto al 2009), il prezzo medio per camera a 99,20 euro (+4,5 rispetto al 2009) e il fatturato medio per camera a 63,17 euro (+9,9%).

Per quanto riguarda l'Italia e i risultati relativi alle catene alberghiere che vi operano, è positivo il dato relativo all’occupazione: lo scorso anno il tasso di occupazione camere ha superato il 59%, con un incremento dell’8,4% rispetto al 2009. La flessione però del 6,6% dei prezzi medi praticati ha compromesso il risultato sul volume raggiunto, portando il fatturato per camera a 68,64 euro, con un incremento contenuto al +1,2% rispetto al 2009.

Il fatturato alberghiero è così cresciuto, dopo anni di contrazione, del 4,3% rispetto all’anno precedente, salendo a 1,33 miliardi di euro contro gli 1,27 miliardi di euro del 2009. A causa però dell’aumento dei costi superiore a quello dei ricavi, il risultato operativo è in perdita di 135 milioni di euro (inferiore però alla perdita del 2009). Anche il saldo della gestione finanziaria risulta negativo, seppure migliore rispetto all’anno precedente, grazie alla diminuzione degli interessi e degli oneri finanziari.

Per i primi otto mesi del 2011, i dati AICA evidenziano una crescita: rispetto al 2010 il tasso di occupazione delle camere è cresciuto del 5,4%, il prezzo medio 1,6%, il fatturato per camera del 7,1%. Prosegue dunque il trend positivo avviato lo scorso anno e AICA prevede che il 2011 si chiuderà con una crescita del 2,2%, che si consoliderà nel 2012 con un +3%.

Basterrechea ha sottolineato che molto dipenderà dalle politiche di sviluppo e dagli investimenti a lungo termine che l'Italia adotterà, al momento sembrano assenti. Provvedimenti e misure come l'introduzione della tassa di soggiorno o l'aumento dell'IVA, sostiene Basterrechea, non sono di aiuto alla crescita. “I nuovi modelli industriali necessitano di nuove politiche turistiche che possano contare su una governance per l’effettiva attuazione. Serve un piano concreto e completo che riporti l’Italia, come merita, in cima alla classifica dei paesi turisticamente più competitivi”.

In vista di questo obiettivo, Confindustria AICA sta lavorando su due fronti: da una parte fare sistema, avviando il processo di accorpamento fra con Confindustria Alberghi in modo tale da presentarsi come interlocutore unico e compatto, dall'altra puntare sulla qualità attraverso la formazione, poiché sono la preparazione del personale e la professionalità a fare la differenza in un mercato sempre più competitivo.

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