Mettersi in proprio: 10 competenze necessarie per diventare imprenditori
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È un interrogativo comune, soprattutto fra chi lavora nelle società di servizi e ha maturato competenze professionali specializzate, come quelle in ambito organizzazione eventi e comunicazione : vale la pena lasciare il proprio lavoro per mettersi in proprio e diventare imprenditori? La risposta è sempre soggettiva, e dipende da molti fattori. Ciò che è invece è oggettivo è che per aprire e condurre un’impresa occorre non solo saper fare il proprio mestiere, ma anche avere competenze che spesso non corrispondono a quelle acquisite nel corso della carriera.

A indicare ciò che un neo imprenditore deve sapere per avviare il proprio business è Ken Sundheim, CEO della società di recruitment Kas Placement, che su Business Entrepeneur sottolinea come il passaggio da lavoratore dipendente a imprenditore implichi un significativo cambiamento di prospettiva su molti fronti. Ecco 10 competenze che è necessario acquisire.

1. Analizzare il mercato
Prima di aprire un’impresa, in qualunque campo essa vada a operare, occorre fare un’accurata analisi del mercato di riferimento per identificare il potenziale di business, i competitor e il loro posizionamento, i rischi da considerare. L’approccio deve essere razionale e non dettato dall’emotività del momento.

2. Capire i social media
I canali social sono oggi fra gli strumenti più efficaci per farsi trovare dal proprio target. Soprattutto nel caso di una nuova impresa, occorre quindi comprenderne le potenzialità per poteli presidiare efficacemente.

3. Gestire i costi
È la prima cosa da imparare, perché costi troppo elevati sono il peggior nemico di ogni impresa. Imparare a gestire e controllare le spese è il primo passo per evitare di doversi trovare in breve tempo a cercare un nuovo lavoro.

4. Presidiare il web
È uno dei primi costi che una startup si trova a dover gestire. Vista l’imprescindibilità della presenza in rete, occorre sapere valutare come è opportuno presidiare il web e quali fornitori scegliere per non rischiare di fare scelte affrettate e incappare in risultati insoddisfacenti. Idealmente, il neo-imprenditore dovrebbe acquisire le conoscenze per avviare da solo un sito internet di base utilizzando le piattaforme gratuite a disposizione sul web.

5. Definire il brand
Non si tratta soltanto di trovare un nome per l’azienda, ma di caratterizzarne il brand utlizzando parole, concept e valori specifici. Di fatto, l’imprenditore deve saper valutare come la scelta del brand influenzerà la percezione dell’azienda da parte di clienti, consumatori e competitor.

6. Saper vendere
Un imprenditore deve saper vendere il proprio prodotto o servizio. Il supporto arriva dall’analisi di mercato e dal branding, ma il titolare deve essere in grado di differenziare il proprio prodotto da quello dei competitor, di comunicarne le peculiarità ai potenziali clienti e di valorizzarne i vantaggi. Per fare ciò occorre una buona dose di conoscenza del mercato e di sicurezza di sé.

7. Fare marketing online
Per farsi trovare dai clienti è opportuno che le piccole imprese implementino strategie di online marketing (come l’ottimizzazione per i motori di ricerca o il pay per click) da affiancare all’attività sui social media. Anche in questo caso, chi fa da sé fa per tre, soprattutto in fase di startup.

8. Tenere la contabilità
Nel momento in cui si cominciano a generare le prime entrate bisogna saperle gestire. L’imprenditore deve quindi essere in grado di monitorare le vendite, tenere bassi i costi, prevedere le entrate future, migliorare i margini di profitto, accantonare risorse da investire nella crescita e disporre di liquidità per pagare le tasse.

9. Assumere personale
La capacità di individuare le persone giuste da assumere è decisiva, perché i singoli possono determinare il successo o il fallimento di una piccola azienda. L’imprenditore deve quindi imparare a valutare i candidati e inserire la persona giusta al posto giusto.

10. Avere leadership e capacità manageriale
Se l'impresa non è individuale, l’imprenditore deve imparare a gestire i propri dipendenti o collaboratori. Ciò significa anche, ma non solo, dotare l’azienda di una visione e di valori, offrire alle persone un feedback costruttivo e trasmettere loro passione per il brand e per il proprio lavoro.

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