L’internet delle cose avanza: un mercato miliardario ad alto potenziale per il marketing
A
È la prossima evoluzione del web e renderà gli oggetti, anche quelli di uso comune e quotidiano, “intelligenti”, in grado cioè di comunicare, ricevere e scambiare dati fra loro attraverso la rete e senza intervento umano, rivoluzionando il nostro modo di rapportarci alle cose e al mondo che ci circonda. Il fenomeno dell’internet delle cose (internet of things) è soltanto agli inizi, ma promette di divenire un business ultramiliardario con significative potenzialità per il mondo del marketing.

Con l'internet delle cose, per esempio, il frigorifero rileverà che è finito il latte e lo ordinerà al supermercato, la sveglia suonerà prima dell’ora stabilità se c’è traffico per strada, le scatole di medicinali avvertiranno quando è ora di prendere le compresse, i prodotti stoccati nei magazzini delle aziende comunicheranno la loro presenza e ubicazione in fase di inventario, le macchine industriali comunicheranno fra loro ottimizzando la produzione, i componenti intelligenti delle auto potranno autodiagnosticare i guasti…

Ad analizzare il livello di consapevolezza dei consumatori per l’internet delle cose e le sue molteplici applicazioni è il sito emarketer, che ha rilevato come il 73% degli adulti americani non sia per niente informato sul fenomeno e l’85% non possegga alcun dispositivo domestico “smart” (fatta naturalmente eccezione per telefoni, tablet e televisori): interrogati però sul grado di interesse verso la “connettività totale”, il 67% ha espresso un interesse elevato.

Gli ambiti di applicazione dell’internet delle cose verso cui i consumatori hanno maggiori aspettative riguardano in primis il mondo delle auto (che potrebbero anche “guidarsi” da sole), poi quello degli elettrodomestici, che renderebbero la casa attiva e intelligente senza bisogno dell’intervento umano. Altri ambiti in cui la connettività degli oggetti risulta interessante sono quelli nel campo sanitario, del monitoraggio di animali e bambini, dei dispositivi per il fitness, di giocattoli, occhiali e vestiti.

Dal lato economico lo sviluppo del mercato degli oggetti connessi ha prospettive molto rilevanti, considerando che non appena grandi brand come Apple o Google cominceranno a operare in tal senso, partendo dal mondo consumer, la richiesta si impennerà repentinamente. Secondo i dati raccolti da eMarketer, l’internet delle cose varrà nel 2020 dai 2 ai 7 triliardi di dollari, con 50/80 miliardi di oggetti connessi esclusi computer, smarphone, tablet e televisori, che costituiranno comunque l’11% dei dispositivi in grado di comunicare.

Le implicazioni per il marketing saranno dirompenti: la disciplina è infatti sempre più basata sull'analisi dei dati e un mondo di oggetti connessi, in grado di raccogliere e comunicare dati, costituirà una gigantesca (quanto inquietante) opportunità di raccogliere informazioni sul comportamento dei consumatori, le performance dei prodotti, il modo in cui sono utilizzati.

L’ipotesi che l’internet delle cose si trasformi in un Grande Fratello di portata planetaria è reale, ma occorre considerare che sia le aziende produttrici di oggetti che raccoglieranno dati sia quelle che li immagazzineranno saranno vincolate al rispetto della privacy. L’opportunità per il marketing risiederà quindi nell’analisi di grandi quantità di dati aggregati e, soprattutto, anonimi: sembra un controsenso, ma, secondo gli esperti, la soluzione offrirà comunque ai professionisti del marketing la possibilità di monitorare i grandi trend di comportamento degli utenti in una molteplicità di ambienti e di ambiti.

© Event Report – riproduzione consentita con credito e link alla fonte

Commenta su Facebook

Altro su...

Web e digital