In calo le tariffe alberghiere europee, ma l'Italia resta tra i 10 paesi più cari del continente
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La crisi europea frena le richieste dei viaggiatori e gli albergatori cercano di venire incontro alle esigenze della clientela abbassando i prezzi e mettendo così a serio rischio la redditività. L'Italia non fa eccezione, in questo 2013, ma nonostante un calo delle tariffe pari al 6% rispetto allo scorso anno i suoi hotel sono ancora tra i più cari d'Europa.

Il panorama dei prezzi europei nel 2013 è, comunque, tutto a segno meno, come riporta l'Osservatorio di trivago.it attraverso il Trivago Hotel Price Index. Sulla base dei dati forniti dell'indicatore, che mostra la media dei prezzi alberghieri per le principali città europee, trivago.it ha stilato la top ten dei paesi più cari. L'Italia, pur essendo fanalino di coda, è ancora presente con un prezzo medio di 122 euro a fronte dei 129 del 2012.

Le flessioni maggiori sono appannaggio della Russia e della Polonia, i cui albergatori hanno abbassato le tariffe, quest'anno, di 14 punti percentuali rispetto al 2012. Nonostante ciò, però, gli hotel russi sono ancora tra i più cari del continente, al settimo posto nella top ten. Top ten che è dominata dalla Svizzera, i cui alberghi costano in media 192 euro a notte, l'8% in mento rispetto ai 209 euro del 2012. Seguono la Norvegia, seconda con una media di 162 euro, e la Svezia terza con i suoi 150 euro.

All'opposto, la classifica dei paesi più economici – le cui tariffe giornaliere sono inferiori, in media, ai 100 euro – vede primeggiare la Bulgaria, con un prezzo medio di 60 euro e una flessione di 8 punti sul 2012, seguita da Romania e Polonia. Ma questa seconda classifica è occupata, oltre che da mete dell'Est Europa, dai paesi mediterranei che, complice la crisi che si è abbattuta su di loro, sono stati costretti a ritoccare ulteriormente verso il basso le tariffe delle strutture ricettive, già competitive lo scorso anno.

È il caso del Portogallo, il più economico degli stati che si affacciano sul Mare Nostrum, con un costo medio per camera di 87 euro rispetto ai 90 dello scorso anno. Segue a breve distanza la Grecia, sesta nella classifica delle destinazioni meno care con 88 euro a fronte di 90 del 2012. In flessione anche le tariffe della Croazia, che scendono dai 100 euro dello scorso anno ai 94 euro attuali, e della Spagna: per dormire una notte nei suoi hotel si pagano, in media, 95 euro contro i 100 dello scorso anno.

Non ci sono, invece, sorprese nella graduatoria sulle città più costose della Penisola. Resta saldamente al vertice, con i suoi 196 euro a notte, Venezia, che insieme a Firenze è l'unica città a non aver abbassato le tariffe alberghiere, lasciandole inalterate rispetto al 2012. Diverso il caso del capoluogo toscano, che va addirittura in controtendenza rispetto al resto del Paese con prezzi a +1%, da 134 a 135 euro, e una terza posizione sul podio. In mezzo si piazza Milano, i cui alberghi costano, in media, 145 euro rispetto ai 151 dell'anno passato. In calo anche i prezzi di Roma, passati da 135 a 130 euro, che collocano la Capitale al quarto posto tra le città più care del Belpaese. Seguono, a distanza, Verona, Bologna e Torino.

Per trovare tariffe inferiori al 100 euro occorre spostarsi a Sud: Bari, Napoli e Palermo sono le città con prezzi alberghieri oscillanti tra gli 84 e i 99 euro e sono, tra l'altro, anche le destinazioni che riportano i cali più significativi delle tariffe.

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