Slitta ancora l’apertura del nuovo centro congressi di Roma: mancano 170 milioni per completare i lavori della Nuvola
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Slitta, di anno in anno e di semestre in semestre, la data prevista per l’inaugurazione del nuovo centro congressi di Roma, la Nuvola di Fuksas che dovrebbe rilanciare la capitale sul mercato degli eventi internazionali. Ieri il sindaco di Roma Ignazio Marino ha visitato il cantiere del centro congressi, sottolineando che “Sarebbe imperdonabile lasciare incompiuta una struttura destinata a diventare uno dei punti di forza del nuovo skyline cittadino. Il completamento della Nuvola rappresenterà un salto di livello per la congressistica nazionale e internazionale a Roma”.

A riportare la notizia, e la citazione, è Repubblica.it, secondo la quale ci sono ancora molte incertezze riguardo l’effettiva data di completamento dei lavori. Pierluigi Borghini, presidente della società committente dell’opera Eur SpA, ha infatti dichiarato che i lavori sono stati completati al 76%, ma che per arrivare alla fine occorrono ancora 170 milioni di euro. Comune e Governo hanno inviato a luglio lettere a garanzia della copertura finanziaria, ma se questa non arriverà entro Natale la data ora prevista per l’apertura della struttura (il primo semestre 2015) non potrà essere rispettata.

I costi, del resto, sono lievitati nel lunghissimo tempo di gestazione dell’opera, passando dai 272 milioni indicati nella gara d’appalto ai 350 più Iva (cioè 415) ora necessari. Ricordiamo che i lavori per la costruzione del centro congressi, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas che ne vinse la gara nel 1999, sono stati avviati nel 2007, anno di posa della prima pietra. Di ritardo in ritardo, fra gli stop ai lavori, la burocrazia a rilento, i problemi di budget e le vicende giudiziarie di alcuni manager di Eur SpA, si è arrivati a fine 2013 senza ancora alcuna certezza.

Intanto, Eur SpA sta ancora cercando operatori dell’hotellerie cui affittare il nuovo albergo da 400 camere costruito a fianco della Nuvola: “Abbiamo già ricevuto sei dichiarazioni d'interesse da parte di grandi operatori nel settore alberghiero, uno italiano e cinque stranieri” ha dichiarato Borghini al quotidiano.

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