Airbnb verso la saturazione: la crescita rallenta in Europa e Usa, anche nel campo del business travel
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Nei mercati europei e in quello americano Airbnb potrebbe essere vicina al livello di saturazione: con l’80% dei consumatori ormai consapevoli della sua offerta, il potenziale di crescita esponenziale registrato negli anni scorsi è ormai quasi esaurito, a tutto vantaggio degli alberghi e delle agenzie online (OTA).

L’ipotesi è di Morgan Stanley, che ha diffuso i risultati di un’indagine condotta su 4mila consumatori in Usa, UK, Francia e Germania riscontrando un rallentamento nell’adozione dei servizi della piattaforma: a dichiarare avere usato Airbnb negli ultimi 12 mesi è il 25% dei consumatori, a fronte del 22% nel 2016 e del 14% nel 2015. Ciò significa, dice Morgan Stanley, che la crescita nell’ultimo anno è stata del 3%, più che dimezzata rispetto al 7% dell’anno precedente.

Il rallentamento si verifica sia per i pernottamenti leisure che per quelli business: secondo l’indagine il numero dei viaggiatori d’affari che ha usato Airbnb nell’ultimo anno è cresciuto solo del 2%, mentre le stime erano di un incremento del 5%.

Le ragioni sono da trovare sia nell’ormai elevata penetrazione di mercato (tutti conoscono Airbnb e chi voleva usarlo l’ha già usato) sia nelle crescenti preoccupazioni in tema di sicurezza e privacy, segnalate dal 25% degli intervistati e in aumento del 14% rispetto all’anno scorso. Airbnb, conclude Morgan Stanley, è ancora una minaccia per gli alberghi, ma forse ora lo è un po’ meno.

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