Centro congressi La Nuvola: “L'errore tecnico c'è, ma la struttura funziona e per gli eventi siamo pienamente operativi”
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Plinio Malucchi

“Il problema tecnico esiste, nessuno lo nega. Ma non ha niente a che vedere né con l’agibilità né con la funzionalità del centro congressi, che è accessibile e pienamente operativo”. Plinio Malucchi, direttore generale di Roma Convention Group (la società di Eur SpA che gestisce le strutture congressuali dell’Eur), chiarisce su Event Report la situazione dopo la notizia dei giorni scorsi – ripresa anche da Event Report – della “scoperta” di un errore di posizionamento della Nuvola che ha portato allo spostamento dell’edificio (sempre comunque all'interno del lotto di proprietà, specifica Eur SpA) due metri in avanti rispetto a dove avrebbe dovuto sorgere, causando l'avanzamento del marciapiede e il restringimento della carreggiata del viale Europa su cui si affaccia.

L’attività congressuale prosegue come da programma
“Vorrei innanzi tutto rassicurare oganizzatori congressuali e clienti: il centro congressi è operativo da ottobre, abbiamo ospitato 11 eventi, in calendario per il 2017 ne abbiamo già altri 8 e l’attività non è in alcun modo inficiata dal fatto che la struttura sorge due metri più in là di dove dovrebbe. E se stiamo ospitando eventi – uno dei quali, di Renault, è in corso proprio in questo momento – è perché abbiamo tutte le autorizzazioni per farlo”.

I futuri lavori non avranno alcun impatto
Nemmeno i futuri lavori, quale che sarà la soluzione scelta per sanare l’irregolarità, avranno alcun impatto sull’attività congressuale, precisa Malucchi, perché saranno effettuati dal lato dell’albergo, l’unico al momento penalizzato dall'errore. “La manifestazione d’interesse per l’acquisto dell’albergo è in scadenza il 30 giugno: ci sono diversi operatori internazionali interessati, ma prima di poter procedere con la vendita la situazione dovrà essere regolarizzata con il Comune”.

Un tavolo congiunto per trovare una soluzione
Fugato ogni dubbio sulla fruibilità del centro congressi eventualmente generato dalla notizia dell’errore tecnico, Malucchi conferma però che “Il danno c’è, e qualcuno dovrà pagare. L’errore risale al 2008, anno di inizio dei lavori. Abbiamo avviato un’indagine interna per accertare le responsabilità e aperto un tavolo di lavoro congiunto con l’assessorato all’urbanistica per trovare una soluzione. E siamo lieti che l’assessore Montuori si sia detto disponibile a una soluzione per il bene comune, che è anche quello di tutelare un asset importante come il nuovo centro congressi”.

Il danno è anche di immagine
La notizia intanto è arrivata al mercato, e le richieste di chiarimenti non si sono fatte attendere. “Per questo vogliamo rassicurare operatori e clienti” dice Malucchi. “Ci hanno chiamato anche da Londra: stiamo definendo gli ultimi dettagli del contratto con l’International Bar Association, l’organizzazione che riunisce i professionisti del settore legale e che a dicembre 2018 porterà 6mila delegati alla Nuvola per il congresso annuale. Abbiamo chiarito, si sono tranquillizzati e andiamo avanti con il contratto. Certo il danno d’immagine non è da poco”.

La boutade di Fuksas sull’inglese
E un chiarimento forse è necessario anche sul fronte dell’inglese: in un'intervista a Repubblica, nei giorni scorsi Fuksas ha dichiarato che chiamano il suo studio da tutto il mondo per sapere come prenotare i congressi, perché al Convention Center La Nuvola non si parla inglese. “Tranquillizzo l’amico Massimiliano”, risponde pacato Malucchi. “Lo staff del centro congressi parla inglese, redige contratti in inglese e interloquisce con i clienti internazionali in inglese. Non sarebbe possibile altrimenti. La scorsa settimana abbiamo ospitato l’evento di un broker finanziario americano con 4mila delegati. Come avremmo potuto farlo solo con l’italiano? Quella di Fuksas è chiaramente una boutade”.

Margherita Franchetti

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