Senza parity rate più concorrenza e più scelta per i consumatori: i risultati del monitoraggio UE sulle prenotazioni alberghiere online
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Quali sono stati gli effetti delle misure adottate negli ultimi anni dai paesi europei per contenere o cancellare la parity rate, cioè le clausole con cui le agenzie online (OTA) vincolano gli albergatori a non vendere sui propri siti le camere a tariffe inferiori rispetto a quelle pubblicate sui loro portali?

A fare il punto della situazione è arrivato il Rapporto UE sull'attività di monitoraggio nel settore delle prenotazioni online, condotto nel corso del 2016 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) insieme alla Commissione Europea e altre 9 autorità nazionali di concorrenza attraverso l’invio di un questionario a 16mila alberghi di 10 paesi e di un ulteriore questionario a 20 agenzie di viaggio online, a 11 siti web metasearch e a 19 grandi catene alberghiere.

Le misure antitrust adottate nei diversi paesi per disciplinare le prenotazioni alberghiere online – di fatto le modifiche alle clausole di parità contenute nei contratti standard tra le OTA (per esempio Booking.com e Expedia) e gli alberghi partner – sono sostanzialmente di due tipi: il primo tipo ha previsto la riduzione dell’ambito di applicazione delle clausole, consentendo alle OTA di mantenere la parità di prezzo esclusivamente con le prenotazioni effettuate sui portali degli alberghi (ma non con quelle effettuate tramite altri canali, dove gli alberghi possono applicare tariffe inferiori a quelle delle OTA), mentre il secondo tipo di misura ha previsto la cancellazione completa delle clausole di parity rate.

In entrambi i casi, si afferma nel rapporto UE, le misure “hanno migliorato le condizioni concorrenziali e favorito una migliore scelta per i consumatori”. Il rapporto ha tuttavia evidenziato che gli alberghi sono in generale poco consapevoli delle opportunità derivanti dalle modifiche/cancellazione della parity rate: il 47% degli alberghi intervistati non era nemmeno al corrente che fossero cambiati i termini contrattuali e il 79% non offre al momento alcuna differenziazione tariffaria rispetto a quella delle agenzie online.

Il rapporto completo è disponibile a questo link.

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