Temporary shop: in Italia il volume d’affari supera gli 80 milioni, Milano capitale degli spazi temporanei per retail ed eventi
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Un settore in crescita, quello dei temporary shop, le location “a tempo” utilizzate dalle aziende per iniziative temporanee di comunicazione e di vendita: secondo i dati raccolti da Assotemporary, l’associazione che li riunisce, il fatturato generato dagli store temporanei ha raggiunto nel 2016 gli 83,5 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. La cifra, specifica Assotemporary, include affitto delle location e servizi accessori, tra i quali primeggia l’organizzazione di eventi in store.

Capitale del temporary italiano è Milano con 115 location, pari al 75% degli spazi dedicati al segmento; nel resto del paese, invece, l’offerta stenta ad ampliarsi ed è concentrata per il 20% nei centri commerciali, segmento che gruppi come Auchan e l’advisor CBRE presidiano con importanti progetti di sviluppo.

Il settori merceologici che più ricorrono ai temporary store sono la moda, che fa da traino con il 62% delle iniziative temporanee, e poi il food, la gioielleria/bigiotteria e l’auto, che segnano tutti significativi incrementi di utilizzo delle location a tempo.

Da segnalare anche il boom dei “moving store”, la forma itinerante di temporary shop: in Italia sono in circolazione 23mila negozi a tre o quattro ruote, che le aziende del fashion e del food impiegano per operazioni di vendita e marketing.

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