Le cose che i clienti portano via dagli alberghi: le tecniche di "sottrazione" sono sempre più creative
A
Gli alberghi fanno di tutto, arrivando a inserire negli accappatoi microchip che suonano se varcano la soglia della struttura, oppure a legare fra loro le grucce appendiabiti fissandole alla barra interna degli armadi. Alcuni aprono vere e proprie boutique mettendo in vendita gli articoli più prestigiosi, ma non c’è niente da fare: non c’è modo di evitare che i clienti si portino via qualcosa al termine del soggiorno. Mediamente gli alberghi spendono ogni anno 200mila euro in accessori e servizi, e i “furti” sono in genere di poco conto, ma il trend è inarrestabile, e i clienti sembrano inclini a trafugare gli oggetti più impensabili.

La classifica l’ha stilata Jetcost: primi in assoluto i prodotti da bagno, poi gli asciugamani, le lampadine e le batterie del telecomando tv. E per impossessarsi indebitamente dell’oggettistica alberghiera gli ospiti rivelano infinite risorse creative: c'è chi sfila asciugamani, accappatoi o bottigliette dei liquori dal carrello degli addetti alle pulizie quando sono nei corridoi per rifare le camere e chi prende piatti, posate e vassoi dagli avanzi del servizio in camera lasciati fuori dalle stanze. C’è anche chi arriva in albergo con cacciaviti e simili per staccare le maniglie delle porte, gli asciugacapelli, i portasciugamani, gli specchi, perfino i piccoli elettrodomestivi della camera.

Un altro classico è il furto delle bevande: si riempiono le bottigliette vuote del minibar con acqua, tè o altri liquidi e si richiude bene il tappo. Nemmeno i minibar di ultima generazione dotati del sensore che rileva quando la bottiglia è prelevata (e la addebita sul conto della camera) riescono a fare da deterrente. In un hotel di Tokyo un cliente aveva scoperto come ingannare il sensore prelevando le bottiglie dalla parte posteriore del frigorifero. L’astuzia non è però andata a buon fine: al momento di pagare il conto gli sono state addebitate le bottiglie consumate perché il personale aveva contato quelle mancanti. E dall’innocua sottrazione del flacone di shampoo si arriva ai furti veri e propri: dai business center non spariscono solo le risme di carta, ma anche le stampanti e i computer.

Dall’indagine di Jetcost emerge che gli ospiti più propensi a commettere “furti” (o forse i più sinceri nell’ammetterli) sono gli spagnoli e gli italiani, l’81% e il 79% dei quali ha ammesso di essersi portato via qualcosa da un hotel. I più onesti, almeno a parole, sono invece i danesi e gli olandesi: l’88 e l’85%, rispettivamente, ha dichiarato di non aver mai sottratto nulla.

Commenta su Facebook

Altro su...

Alberghi