Venezia diventa albergo: l’offerta ricettiva continua a crescere, si riconvertono anche gli edifici pubblici
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Gli investitori del settore alberghiero continuano a puntare su Venezia. Gli hotel nella Serenissima sono passati dai 387 del 2011 ai 401 del 2015, portando il numero complessivo di camere da 15.032 a 15.808, e negli ultimi dieci anni sono stati circa un centinaio i palazzi storici riconvertiti all'ospitalità.

E tanti dei nuovi alberghi sono stati ricavati dal cambio di destinazione d’uso e dalla riqualificazione di edifici pubblici spesso di grande valore storico e artistico, riporta La Nuova di Venezia commentando i numeri elaborati dal Comune di Venezia su dati Istat-Regione del Veneto.

Il cinquecentesco Palazzo Papadopoli, per esempio, per anni sede del Provveditorato agli Studi e successivamente del CNR, è stato trasformato nel 7 stelle Aman Canal Grande e Palazzo San Cassiano, già sede del tribunale che il Comune ha venduto, è oggi l’Hotel l’Orologio a Rialto. Il palazzo seicentesco dove aveva sede il Tar è ora divenuto l'Hotel ai Reali, mentre Ca’ Sagredo, il palazzo in cui si trovava la sede del’Enel, nel 2018 sarà una struttura di 144 cmere a marchio NH Hotels.

Crisi e bisogno di liquidità spingono non solo il Comune ma anche l’Università Ca’ Foscari a vendere i propri immobili che il mercato riconverte poi in hotel. Ca’ Nani Mocenigo, già sede dell'università, riaprirà l’anno prossimo nella sua nuova veste di albergo, mentre Palazzo Gradenigo e Palazzo Diedo, venduti l’anno scorso dal Comune alla Cassa Depositi e Prestiti, aspettano solo l’investitore interessato a riconvertirli.

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