La camera d’hotel come la vogliono i clienti cinesi: le indicazioni per gli albergatori
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Con più di 110 milioni di persone l’anno che varcano i confini nazionali per recarsi all’estero, la Cina è oggi il maggiore mercato emissore di viaggiatori internazionali. Di questi, in Italia ne arrivano già più di 2 milioni (2,3 milioni nel 2014 secondo i dati Enit), numero che secondo tutte le previsioni è destinato a crescere e che costituisce un’importante risorsa per il business degli alberghi nostrani. A patto, naturalmente, che gli alberghi si attrezzino per offrire un’ospitalità in linea con le loro esigenze.

Alcune indicazioni in proposito le fornisce Hotels.com, che nel suo Chinese International Travel Monitor ha indagato le preferenze dei viaggiatori cinesi integrando i risultati con le opinioni degli albergatori di 37 paesi che li hanno ospitati. Nell’esperienza degli albergatori italiani, i servizi che più contano per i cinesi sono il wi-fi gratuito e il bollitore in camera. Seguono, anche se meno importanti, la disponibilità di materiale turistico in cinese e la possibilità di vedere programmi cinesi dalla tv dell’albergo. In ultimo le ciabatte da camera, di cui però soltanto il 12% degli albergatori ha rilevato la necessità.

Da parte loro, i viaggiatori cinesi hanno espresso interesse per il lato gastronomico del soggiorno: il 51% di chi ha soggiornato in Italia ha affermato di avere speso la maggior parte del proprio budget in pranzi e cene e il 21% ha indicato che un albergo dovrebbe avere un ristorante di qualità al proprio interno.

Una nota importante per gli albergatori è quella che riguarda il pagamento del soggiorno: il 66% dei viaggiatori cinesi ha affermato di privilegiare il circuito UnionPay (l’unico autorizzato a emettere carte di credito in Cina), cui gli hotel si devono specificatamente abilitare per poterne accettare i pagamenti.

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