Effetto terrorismo: l’impatto degli attacchi su occupazione e tariffe alberghiere in 4 città europee
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Ci vogliono 3 mesi per riportare alla normalità il tasso di occupazione alberghiera dopo un attacco terroristico. Lo dicono i dati di STR, che ha analizzato i casi delle 4 capitali europee – Madrid, Londra, Parigi e Bruxelles – bersaglio di attentati negli ultimi anni, rilevando che i cali sono stati molto significativi in termini di tassi di occupazione, ma più contenuti sul fronte delle tariffe praticate dagli hotel.

Londra 2005
Il primo caso analizzato è quello di Londra, dove a luglio 2005 esplosero 4 bombe piazzate su metropolitane e autobus: in agosto l’occupazione degli alberghi era crollata del 15,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e il calo anno su anno era continuato a settembre (-5,2%) e ottobre (-1,9%). Solo a novembre l’occupazione aveva ricominciato a crescere, con un +1% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Per contro, le tariffe avevano continuato ad aumentare, e nei 3 mesi successivi agli attacchi avevano registrato un incremento del 3,2% anno su anno. La spiegazione, dice STR, è che dopo un attentato di quella portata gli albergatori non avevano tentato di recuperare occupazione abbassando i prezzi perché consapevoli che comunque i turisti avrebbero evitato per un po’ la destinazione, a prescindere dalle tariffe applicate.

Madrid 2004
A Madrid, dove a marzo 2004 i terroristi fecero esplodere 4 treni in 4 diverse stazioni cittadine, l’impatto aveva assunto una forma diversa. Il calo dell’occupazione alberghiera a seguito dell’attacco era stato del 12,7% in aprile, del 7,2% in maggio e del 7,5% in giugno. Solo a luglio il trend negativo aveva cominciato a invertirsi, pur se il tasso di occupazione era ancora inferiore del 5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Al contrario di Londra, anche le tariffe ne avevano risentito: al calo del 7,4% registrato nel mese successivo all’attacco terroristico avevano fatto seguito 3 mesi di flessione dei prezzi del 13,5%.

Parigi 2015
Il modello dei 3 mesi si è ripetuto a Parigi con gli attacchi terroristici del novembre 2015. Nei successivi dicembre, gennaio e febbraio gli alberghi hanno registrato un decremento medio dell’occupazione del 13,1%, mentre a marzo il calo rispetto allo stesso mese dell’anno prima si è ridotto a -4,8%. Le tariffe sono invece scese in media dell’1,8% fra dicembre e febbraio per ricominciare a salire a marzo, quando hanno registrato la quasi parità (-0,4%) rispetto a marzo 2015.

Bruxelles 2016
Infine Bruxelles. Benché sia ancora presto per trarre le conclusioni, STR ha rilevato che l’attacco terroristico del 22 marzo ha prodotto un calo dell’occupazione alberghiera del 19,6% nel resto del mese, mentre le tariffe hanno comunque segnato un +1,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Bruxelles era stata toccata direttamente anche dall’attacco di novembre a Parigi: nei mesi successivi all’attivazione delle misure di massima sicurezza, gli alberghi della capitale belga avevano registrato un crollo dell’occupazione del 17%, con un inizio di inversione del trend solo a febbraio, quando la flessione si era ridotta al 2,3%.

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