Marriott-Starwood, la fusione si farà: l’offerta cinese è superata, i due gruppi si muovono su Cuba
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Dopo un tira e molla durato una settimana, Starwood e Marriott confermano che la fusione annunciata a novembre si farà: i cinesi sono fuori dai giochi e ad acquisire Starwood sarà Marriott, che diverrà il maggior gruppo alberghiero del mondo, con 1,1 milione di camere in 5.700 hotel di più di 100 paesi.

L’accordo fra i due gruppi americani prevedeva una transazione da 12,2 miliardi di dollari, dove Marriott avrebbe pagato 340 milioni di dollari in contanti e il resto in azioni Marriott. Poi, una settimana fa, l’offerta d’acquisto da parte del gruppo cinese Anbang, che per rilevare Starwood aveva offerto 13,2 miliardi di dollari, tutti in contanti. Starwood aveva giudicato migliore l’offerta cinese e aveva annunciato di voler rescindere l’accordo con Marriott, al quale avrebbe dovuto pagare una penale di 400 milioni di dollari.

Nel weekend è arrivata la controfferta di Marriott, che ha alzato la posta a 13,6 miliardi di dollari e ieri l’annuncio dell’accordo definitivo: Marriott pagherà 3,6 miliardi di dollari in contanti e i restanti 10 miliardi in azioni proprie. Una volta ultimata la fusione, gli azionisti Starwood deterranno il 34% delle quote Marriott.

Le assemblee degli azionisti di entrambi i gruppi – che dovranno approvare l’accordo – sono programmate per il prossimo 8 aprile, e chissà che nel frattempo non spunti qualche altra sorpresa. Se i cinesi di Anbang dovessero a loro volta rilanciare, la penale che Starwood dovrebbe pagare per rescindere questo secondo accordo con Marriott salirebbe a 450 milioni di dollari. E non è escluso, dicono gli analisti, che Starwood sarebbe disposta a pagarla se il rilancio di Anbang fosse più appetibile dell’ultima offerta Marriott.

Intanto, dopo la normalizzazione dei rapporti fra Stati Uniti e Cuba e in contemporanea alla storica visita del presidente Obama nell’isola, Starwood ha annunciato la prossima apertura di 3 alberghi a L’Avana, divenendo così il primo gruppo alberghiero americano a operare a Cuba da quasi 60 anni. Entro fine 2016 l’iconico Hotel Inglaterra prenderà le insegne The Luxury Collection e l’Hotel Quinta Avenida diverrà un Four Points by Sheraton. Con la firma di una lettera di intenti Starwood ha inoltre annunciato di voler trasformare un altro gioiello dell’ospitalità cubana, l’Hotel Santa Isabel, in una struttura The Luxury Collection.

Anche Marriott si sta muovando su Cuba: il gruppo guidato da Arne Sorenson, in visita a L’Avana insieme alla delegazione americana, ha comunicato di avere ricevuto dal Ministero del Tesoro degli Stati Uniti l’autorizzazione a operare nell'isola.

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