L’altra faccia di Airbnb: a New York "sottrae" 2 miliardi di dollari agli alberghi e all’economia della città
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A lanciare il “j’accuse” sono naturalmente gli albergatori, che però hanno fatto scrupolosamente i conti prima di affermare che Airbnb, la piattafoma campione della sharing hospitality, sottrae ingenti risorse non soltanto all’hotellerie, ma all’intera economia della città.

Nel report prodotto dalla Hotel Association of New York City si legge che nell’ultimo anno – da settembre 2015 ad agosto 2015 – l’impatto negativo è stato complessivamente di 2,1 miliardi di dollari (cioè 1,9 miliardi di euro), calcolato sommando la perdita di fatturato alberghiero sulla vendita di camere a tutte le perdite “ancillari”, cioè i mancati ricavi dal food & beverage, i mancati introiti nel settore delle costruzioni, le tasse non versate, i posti di lavoro perduti, l’indotto alberghiero andato in fumo.

In particolare, gli albergatori newyorkesi sostengono che nell’ultimo anno sono andati perduti 2.800 posti di lavoro a causa della mancata domanda di servizi alberghieri e che le tasse locali statali e federali non versate dagli alberghi sul business soffiato loro da Airbnb ammontano a 226 milioni di dollari. E siamo solo all’inizio, prevedono gli albergatori, perché la stima è che i ricavi della piattaforma raddoppieranno in tempi relativamente brevi, moltiplicando quindi l’impatto negativo.

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