Le cose che chi viaggia spesso non sopporta delle camere d'albergo
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Il messaggio agli albergatori è abbastanza chiaro: concentratevi sui fondamentali dell’ospitalità, sono quelli che per il cliente contano di più e che troppo spesso vengono disattesi. Lo dice, di fatto, chi soggiorna frequentemente in albergo: 2mila persone cui è stato chiesto quali sono le cose che odiano di più delle camere in cui alloggiano. Dalle risposte emerge che a infastidire maggiormente gli ospiti sono proprio le mancanze di base, evidentemente più diffuse di quanto si pensi.

L’indagine è stata condotta dal magazine Frequent Business Traveler, il quale sottolinea inoltre che i risultati dell’indagine, giunta alla sua quinta edizione, sono cambiati ben poco negli anni: segno che l’hotellerie nel suo complesso fatica a colmare le sue 10 più diffuse “lacune”. Eccole, nell’ordine in cui più infastidiscono gli ospiti.

1. La connessione a internet troppo lenta o troppo cara è una costante degli ultimi anni: a quanto pare, sono percentualmente pochi gli alberghi in grado di fornire gratuitamente una connessione wi-fi affidabile o, se a pagamento, a prezzi ragionevoli. Spesso la giustificazione per un segnale troppo debole è che “il router è all’ottavo piano” oppure che “troppi clienti sono connessi in quel momento”.

2. L’insufficienza di prese elettriche e il loro posizionamento in angoli per lo più inaccessibili. Per chi viaggia con 3 o 4 dispositivi elettronici, e usa il telefono come sveglia, il parco prese elettriche delle camere d’albergo è spesso fonte di irritazione. Non è raro dovere spostare tutta la mobilia della camera per rintracciarne una, così come è abbastanza comune la frustrazione di tornare in camera la sera per scoprire che, in assenza delle chiave elettronica che attiva la luce in camera, i dispositivi non sono carichi.

3. L’insufficiente pulizia della camera è la terza cosa che infastidisce di più chi viaggia spesso. La critica non necessita di spiegazioni, ma è interessante notare che molti puntano il dito contro gli ormai anacronistici copriletti.

4. Odore di fumo stagnante. Entrare in una camera che odora come un posacenere irrita chi fuma, figuriamoci chi non fuma.

5. Difficoltà a impostare la temperatura. Che sia perché il termostato della camera è troppo vecchio o troppo nuovo e complicato da utilizzare, oppure perché la temperatura è centralizzata, il non poter decidere autonomamente a che temperatura pernottare infastidisce molto gli ospiti.

6. Rumore. Possono provenire dal bar di fronte o dalla televisione del vicino di camera, non fa differenza. Una camera rumorosa non piace a nessuno.

7. Acqua calda insufficiente. Poter fare una doccia calda con acqua a pressione adeguata è un’esigenza di base che qualunque albergo deve soddisfare indipendentemente dalla categoria.

8. Addebiti inaspettati. Si chiamano “ancillary fees”, negli Stati Uniti sono comuni e possono essere di diversa natura: per la custodia del bagaglio dopo il check out e prima della partenza, per l’utilizzo della cassaforte della camera, per la scelta del letto matrimoniale invece che di due letti singoli.

9. Cuscino scomodo. Se alcune catene alberghiere offrono un intero menù di cuscini, molti altri alberghi, secondo gli intervistati, posizionano sui letti guanciali troppo duri e molto scomodi. Anche riposare in condizione di benessere è importante.

10. Poca luce. È la minore delle preoccupazioni degli intervistati, ma comunque figura nella lista. Sembra, dice Frequent Business Traveler, che molti albergatori non tengano conto che i propri ospiti leggono a letto o lavorano alle scrivanie. Non si spiega altrimenti la mancanza di un’illuminazione adeguata.

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