Viaggi d’affari: i costi si riducono del 9% con un portafoglio di alberghi gestito e bilanciato
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Un portafoglio alberghiero bilanciato, che include hotel di catena e hotel indipendenti, può fare scendere i costi del business travel, facendo risparmiare alle aziende il 9% della spesa attualmente sostenuta. Stando ai dati della Global Business Travel Association, nel 2014 la spesa globale per i viaggi d’affari è stata pari a circa 1,1 miliardi di dollari, il 27% dei quali – cioè 320 miliardi di dollari – sono stati spesi per i pernottamenti alberghieri. L’ottimizzazione degli acquisti di camere d’albergo potrebbe dunque generare, a livello globale, una riduzione dei costi di ben 29 miliardi di dollari l’anno.

L’ipotesi è di HRS Corporate, il global solutions provider per i viaggi d’affari, che in uno studio da poco pubblicato ha rilevato però la difficoltà per i travel manager aziendali di costruire portafogli alberghieri ottimizzati. La strada più immediata è infatti quella di acquisire come fornitori un elevato numero di alberghi di catena ma, visto che in Europa il mercato alberghiero è costituito per l’88% da strutture indipendenti, un portafoglio più bilanciato con anche questo tipo di alberghi può portare a più alti margini di risparmio.

Di fatto, però, solo il 22% delle aziende intervistate per redigere lo studio dichiara di ricorrere alle negoziazioni con hotel indipendenti: per chi non lo fa l’ostacolo è soprattutto l’elevata frammentazione dei diversi mercati alberghieri regionali e, conseguentemente, il dispendio di tempo e risorse necessario per avviare negoziazioni con gli hotel indipendenti.

Ed è qui, dice HRS, che entra in gioco l’outsourcing: un fornitore specializzato in hotel procurement è in grado di ottimizzare le negoziazioni tariffarie e di offrire quindi al proprio cliente aziendale un portafoglio alberghiero ampio e bilanciato con costi trasparenti: lo scorso anno, per esempio, HRS Corporate ha negoziato 6 milioni di pernottamenti con circa 27mila hotel in 120 paesi. Attualmente però, conclude la ricerca,  solo il 14% delle aziende intervistate ha esternalizzato la negoziazione tariffaria: il 71%, nonostante le spesso limitate risorse a disposizione, la gestisce ancora internamente, precludendosi il risparmio derivante dall’economia di scala.

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