Expedia come Booking: sì a tariffe alberghiere più basse, ma non sui siti degli hotel
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Dopo Booking.com anche Expedia ha ceduto all’Antitrust, ma non del tutto. Dal 1° agosto gli albergatori che mettono in vendita le camere servendosi dell'agenzia di prenotazione online potranno proporre prezzi più bassi su altre piattaforme online e sui canali offline.

Expedia recepisce, a un mese esatto di distanza da Booking, la richiesta avanzata lo scorso aprile dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di cancellare la parity rate, cioè le clausole con cui le agenzie online impongono agli alberghi contrattualizzati di mantenere le stesse tariffe su tutti i canali di distribuzione che, di fatto, limitano la concorrenza.

Prima di adeguarsi alla prescrizione del Garante Expedia ha fatto andare avanti il competitor, di cui ha sostanzialmente copiato le mosse. Come Booking, anche Expedia non ha rinunciato a tutte le clausole. Agli albergatori è quindi permesso proporre camere a tariffe inferiori di quelle su Expedia sono telefonicamente, via mail, di persona o su altri portali, ma non sui siti delle proprie strutture.

Da qui, l'annuncio di pochi giorni fa del ricorso al Tar da parte di Federalberghi, che vuole permettere agli hotel di pubblicare tariffe diverse da quelle di Expedia anche sui propri siti web.

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