Chi viaggia per lavoro preferisce il co-working: ecco come si devono organizzare gli alberghi
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Un viaggio di lavoro oggi dura in media 3,5 giorni, durante i quali l’albergo diventa non solo la seconda casa del business traveller, ma anche il suo secondo ufficio. Il 70% dei viaggiatori d’affari, però, non vuole lavorare nella solitudine della propria camera e preferisce farlo in ambienti comuni dove poter anche socializzare.

Questo il dato più interessante che emerge dal report FutureHotel: l’indagine del Fraunhofer Institute for Industrial Engineering mostra come stiano cambiando le abitudini di lavoro dei business traveller, per i quali è cruciale che l’albergo disponga di connessione wi-fi gratuita, postazioni di lavoro e sufficienti prese elettriche per caricare i dispositivi elettronici.

Il bisogno di essere produttivi e, contemporaneamente, di fare networking è confermato da HRS Italia. Una ricerca condotta dal portale di prenotazioni alberghiere per il business travel ha rilevato che oltre la metà (52%) di chi viaggia per lavoro ritiene importante che gli spazi comuni dell’hotel siano attrezzati per permettere il co-working in un’atmosfera rilassata e informale.

Il trend è che il bar dell'albergo sta trasformando quindi in una zona hi-tech in grado di offrire ai viaggiatori business un punto di incontro, ma anche una postazione attrezzata dalla quale poter lavorare e programmare le attività. Devono quindi disporre di copertura wi-fi, prese elettriche, sedute comode e tavolini di appoggio non solo la lobby e il bar, ma anche gli spazi esterni, visto che oltre il 45% ama avere la possibilità di lavorare all’aperto.

Infine, un'altra dotazione molto apprezzata da chi è in trasferta sono le zone riservate al benessere e al relax, di cui usufruire dopo il lavoro: per il 60% dei viaggiatori d'affari spa e palestra interne  sono indispensabili per la scelta dell’hotel.

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