A Milano crescono gli investimenti alberghieri: 2mila camere in più entro il 2016, ma non mancano gli ostacoli
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Expo fa da traino, e nuovi alberghi stanno arrivando: Milano è al centro degli interessi degli investitori, ma serve un sistema strutturato che ponga loro condizioni favorevoli, mentre gli operatori chiedono regole chiare, condivisione dei rischi e meno burocrazia. Temi attualissimi, quelli dibattuti durante la tavola rotonda Investire in nuovi alberghi o ristrutturare?, organizzata da Tourism Investment, il progetto curato dalla società di investimenti nell’hotellerie R&D Hospitality e da AboutHotel, allo scopo di mettere in luce le prospettive di crescita dell’hotellerie milanese e gli ostacoli che invece possono frenarla.

“Grazie a Expo è prevista una forte crescita degli investimenti” ha detto Giorgio Bianchi, CEO di R&D Hospitality. “Da inizio 2014 in Lombardia sono entrate sul mercato 1.000 nuove strutture turistiche (ristoranti, società di servizi, agenzie e tour operator), e fra il 2015 e il 2106 saranno aperte oltre 2mila nuove camere”.

Grazie a Expo, nel corso del 2015, la domanda alberghiera su Milano è destinata a crescere del 25-30%; la stima di crescita non riguarda però soltanto Milano e il settore alberghiero, ma coinvolge anche la provincia e la ricettività extralberghiera, che assorbiranno l'eccesso di domanda bilanciando i prezzi.

Gli ostacoli però ci sono: farraginosità della burocrazia, contratti di sviluppo mai decollati, divergenze strategiche tra proprietari di immobili e gestori. Fra i problemi “La carenza di azione del sistema di governo e le esose pretese dei proprietari alberghieri nei confronti dei gestori” ha detto Guido Castellini della Hotel Division di Alessandro Rosso Group Hotel Division. “Il turismo non può garantire rendimenti dell’8% come pretenderebbero le proprietà. I rischi vanno condivisi. Andrebbero riviste anche le fideiussioni altrimenti non è possibile crescere”.

Sulla ricettività extralberghiera si è espresso Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria Alberghi: “Non guardiamo alla concorrenza sleale, l’importante è che questi spazi vengano gestiti da normative chiare”. Palmucci ha sottolineato anche come il parco alberghiero in Italia sia in gran parte da ristrutturare o rottamare. “Per questo abbiamo coinvolto anche le banche in un roadshow per incontrare gli albergatori”.

E che la crescita è possibile lo ha confermato Magda Antonioli, docente dell’Università Bocconi, affermando che “Le potenzialità per uno sviluppo del ricettivo a Milano ci sono, sia per il settore business che per il leisure. Stiamo preparando una ricerca sulla ricettività extralberghiera e le conclusioni sono che esistono spazi di crescita. La ricettività alternativa è ora richiesta anche da un segmento di lusso. La competitività va gestita” ha concluso “e la crescita è possibile per tutti”.

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