Best Western lancia 2 nuovi brand, a Milano picco di prenotazioni per Expo
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Gianfranco Castagnetti

Giovanna Manzi

Saranno presentati alla BIT di Milano i nuovi brand con cui Best Western diversifica ulteriormente il proprio portfolio di alberghi indipendenti affiliati. Il primo si chiama VIB, abbreviazione di “vibrant”: sarà una nuova generazione di alberghi dedicati ai Millennial e disegnati sulle loro esigenze, prima fra tutte quella della connettività. Ne faranno parte alberghi dei centri città di nuova costruzione o radicalmente riqualificati, con un concept di camere piccole ma ipertecnologiche e di aree comuni progettate per la socialità e la condivisione. “A New York” spiega Giovanna Manzi, CEO di Best Western Italia, “ci sono già alcuni progetti in corso per il brand VIB, e contiano di trovare anche in Italia albergatori interessati a scommetere su questo concept così poco tradizionale. Per l’Europa l’idea è quella del M-VIB, il mini-vibrant, con innovazioni più compatibili ai centri urbani del Vecchio Continente”.

Il secondo nuovo brand non è meno innovativo: si chiama BW Premier Collection e riunirà alberghi leisure a 4 e 5 stelle selezionati anche sulla base del rating che hanno su TripAdvisor, che dovrà essere non inferiore a “eccellente”. “La classificazione alberghiera ormai la stabiliscono i clienti sui social con le recensioni” riflette il presidente di Best Western Italia Gianfranco Castagnetti. Di fatto, la qualità degli alberghi che faranno parte del brand sarà “garantita” anche dai clienti che vi hanno soggiornato. BW Premier Collection sarà un brand soft e poco vincolante in termini di immagine e logo, pensato per quegli albergatori cui un marchio alberghiero è sempre andato stretto ma fortemente focalizzato su vendita, distribuzione e formazione.

Sull’onda delle due novità, Castagnetti e Manzi hanno tracciato il consuntivo delle attività di Best Western Italia nell’anno appena trascorso, che si è concluso, per i 180 alberghi affiliati, con un fatturato complessivo di 300 milioni di euro, 71 dei quali (in linea con l’anno precedente) transati attraverso i canali Best Western. Con 8 nuove affiliazioni nel 2014, la catena è presente oggi in 120 destinazioni italiane per un totale di 13mila camere, con il 52% dei clienti italiani e il 48% internazionali, provenienti per metà dall’Europa (UK, Germania e Francia i mercati maggiori) e per il resto prevalentemente dagli Stati Uniti. Il 40% del fatturato proviene dal segmento business, con un incremento specifico del settore meeting del 3%.

Buoni risultati anche per Besteam, la centrale acquisti di proprietà di Best Western Italia che nel 2014 ha transato un fatturato di 18 milioni di euro, il 12,5% in più del 2013. “Besteam è oggi una supply division che serve 700 alberghi, non solo quelli affiliati a Best Western” dice Giovanna Manzi. “Il beneficio per chi si affilia è il vantaggio competitivo negli acquisti dato dall’economia di scala, ma anche la varietà di servizi forniti – che includono tecnologia, risk management, formazione, consulenza sul revenue – non sempre a portata delle piccole imprese alberghiere indipendenti”.

In tema di Expo, per il quale si sta organizzando con pacchetti e offerte ad hoc, Best Western ha rilevato un’impennata di prenotazioni per i propri 13 alberghi di Milano e i 9 dell’hinterland: “A oggi, le prenotazioni per il mese di maggio sono a +200% rispetto a quelle di gennaio 2014 per maggio 2014, a +70% per giugno e a +500% per luglio” spiega Giovanna Manzi. “Il boom è soprattutto sugli alberghi in città, in seconda battuta ci sono quelli dell’hinterland e rileviamo una ricaduta positiva anche per quelli entro due ore di viaggio da Milano”. Insieme all’aumento delle prenotazioni, la Manzi rileva anche un aumento della durata media dei soggiorni prenotati a Milano nel periodo Expo: 3,2 giorni a fronte dei 2,2 del 2014. Infine le tariffe: “Sono aumentate, certo, nel periodo di Expo è inevitabile” conferma Giovanna Manzi. “Dai 136 euro al giorno in media del 2014 gli alberghi Best Western di Milano sono passati ora a 178 euro, con un incremento del 31%. Non è poco, ma non è certo quanto si favoleggia in alcune statistiche apparse recentemente”.

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